Aggiornamenti sociali: Morosini (Politecnico federale Zurigo), tre rischi del “digitalismo politico”. “Esclusione, intossicazione, ingenua cecità”

Quali sono i rischi del “digitalismo politico”? Risponde alla domanda il professore Marco Morosini, docente del Politecnico federale di Zurigo, intervistato sul prossimo numero di “Aggiornamenti sociali”. “Nel digitalismo politico all’italiana individuo tre fenomeni problematici”, afferma. “Il primo è l’esclusione politica. Secondo i suoi sostenitori, il digitalismo politico allarga la partecipazione civile a tutti i cittadini. Ma ciò non è vero. Infatti, il modello politico ‘tutto digitale’ taglia fuori quanti per povertà, età o cultura non sono abili utenti di Internet. Quasi la metà degli adulti italiani, ad esempio, ha poca o nessuna dimestichezza con Internet”. Un altro “fenomeno problematico è l’intossicazione da tecnologie digitali, che spesso provocano dipendenze e a volte malattie. […] Tutti noi user rischiamo la dipendenza e l’intossicazione digitale, ma alcuni, come i bambini, gli adolescenti e i membri di un partito digitale, vi sono più esposti. Una porzione importante della vita di molti utenti dei social media e aderenti al M5S sembra svolgersi più in Internet che nel mondo reale”.
Infine, scorgo – afferma Morosini – un’ingenua cecità politica verso gli abusi del po¬tere digitalmente costituito. I più grandi oligopoli del settore, pensiamo a Google, Amazon o Facebook, furono descritti dall’Economist come ‘titani digitali da domare’ e come Baadd (big, anti-competitive, addictive and destructive to democracy). I media del M5S però non ne parlano e non li contrastano, anzi hanno guadagnato per anni con le loro inserzioni pubblicitarie. Il personale del Movimento, inoltre, non eccelle nella critica e nel contrasto del potere digitale costituito, sia perché in qualche misura ne fa parte, sia perché la sua ideologia lo immunizza di fronte al dubbio”.

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