Terremoto Centro Italia: mons. Pompili (Rieti), “l’emergenza non è terminata, partire davvero con la ricostruzione”

“Siamo ancora in mezzo al guado. Gli ultimi mesi, complice l’instabilità del quadro politico, non hanno reso un grande servizio ai tempi della ricostruzione. Credo, però, che adesso sia il momento di partire”. Lo dice al Sir mons. Domenico Pompili, vescovo di Rieti, a 2 anni dal sisma delle 3.36 del 24 agosto 2016 che colpì il Centro Italia devastando moltissimi borghi, tra i quali Amatrice e Accumoli, lasciandosi dietro una lunga scia di morti. Il presule spiega che “la ricostruzione non è solo un processo materiale”. “Chiede coinvolgimento delle persone che sono sul territorio coraggiosamente e di quelle che possono dare vicinanza e solidarietà, perché l’emergenza non è terminata. Ma è necessario che si prolunghi l’attenzione”. Il suo auspicio è che “ci siano possibilità di lavoro in più per le persone che sono rimaste, proprio a motivo di questo processo di ricostruzione”. Numerose le chiese presenti sul territorio, richiamate dal vescovo, secondo cui, “è necessario che la ricostruzione preservi il genius loci di cui l’arte è un tassello importante”. “L’apertura di una sezione del museo diocesano (ad Amatrice, ndr) è un modo per dire che la ricostruzione si fa con la vicinanza delle persone, con la ripresa economica e del lavoro e anche con la memoria di ciò che ha segnato questo territorio”.

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