Nave Diciotti: p. Gnesotto (Ascs), “non restino in un limbo che assomiglia a inferno in terra”

L’Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo si unisce al coro sempre più ampio di associazioni ed enti ecclesiali e della società civile affinché tutti i migranti della nave Diciotti bloccata a Catania siano “raccolti” e “accolti” concretamente dall’Italia e dall’Europa “e non restino in un limbo che in realtà assomiglia ad un ennesimo inferno in terra”. Lo afferma padre Claudio Gnesotto, scalabriniano: “Tra il fascicolo aperto a Palermo in cui si ipotizza l’associazione a delinquere finalizzata al traffico di migranti e l’associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, la procura di Agrigento che indaga a carico di ignoti per sequestro di persona e arresto illegale e i pm di Catania che invece hanno aperto un fascicolo di “atti relativi”, ossia accertamenti preliminari per vedere se siano ipotizzabili reati e che potrebbero poi portare alla apertura di un’inchiesta vera e propria non è difficile comprendere come il caso della nave Diciotti debba davvero preoccuparci”. “Preoccupa constatare come i diritti umani ormai sembrino troppo facilmente sacrificabili a fronte di interessi miopi e di parte – sottolinea – e la generalizzazione diventi l’unico criterio di giudizio su un tema variegato come quello della migrazione umana”. L’Ascs ribadisce “la vicinanza ai migranti, rifugiati di ogni latitudine e a tutte quelle persone in stato di necessità, non solo a quelli sotto i riflettori dei media perché il fenomeno globale della mobilità umana – a cui non possiamo disgiungere il generalizzato fenomeno della povertà – eccede qualsiasi tipo di lettura che non resti aperta all’ascolto e alla comprensione piena dei fatti”.

 

 

 

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa