Incontro mondiale famiglie: Renard (Fafce), “associazioni sono interlocutori istituzioni a livello locale, nazionale, europeo”

“La famiglia non può rimanere isolata come una monade”, ha detto il Papa incontrando nel giugno 2017 la Fafce (Federazione europea associazioni familiari cattoliche). Per il Pontefice, ricorda il presidente Antoine Renard, la famiglia “ha bisogno di dialogare, incontrare gli altri per dar vita a un’unità che non è uniformità e genera progresso e bene comune”. Intervenendo questa mattina all’Incontro mondiale delle famiglie che si conclude il 26 agosto a Dublino, Renard sostiene che le associazioni familiari “forniscono un quadro di collaborazione e azione reciproche per soddisfare questa esigenza”. Il loro ruolo viene sottolineato anche in Amoris Laetitia. A titolo di esempio, il presidente della Federazione ricorda che in Polonia le associazioni familiari aiutano le famiglie numerose a trovare alloggi, in Austria mettono la loro rete a servizio dell’accoglienza delle famiglie migranti, in Germania aiutano le giovani madri in difficoltà e i genitori di bambini disabili. Più in generale, “l’associazione familiare locale è in grado di intervenire presso le autorità locali per proporre iniziative che facilitino la vita quotidiana (alloggio, trasporti, lavoro, istruzione, salute, ambiente, tempo libero …)”. Riunendosi a livello nazionale queste associazioni possono divenire “interlocutori dello Stato”. Quelle cattoliche non si rivolgono solo alle famiglie cattoliche ma offrono i propri servizi a tutte e le loro azioni si fondano sulla dottrina sociale della Chiesa. In particolare, spiega il presidente, la Fafce, fondata più di 20 anni fa, “riunisce regolarmente i responsabili delle associazioni familiari cattoliche di 16 paesi Ue per condividere” e “preparare interventi utili presso le istituzioni europee (Consiglio d’Europa, Parlamento e Commissione Ue), in particolare per cooperare sulle quattro crisi che attraversano il nostro continente: crisi demografica, crisi migratoria, lavoro, istruzione”. “Occorre – conclude – mostrare ai decisori politici che le famiglie non sono un problema ma un’opportunità, anzi un tesoro!”.

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