Incontro mondiale famiglie: mons. Barron (ausiliare Los Angeles), “no controllo tirannico ma autonomia responsabile nell’uso dei social media”

“Non un controllo tirannico sullo spazio domestico, ma piuttosto un processo per attirare i bambini, gradualmente ma fermamente, verso un’autonomia responsabile” nell’uso dei nuovi mezzi di comunicazione sociale. Lo ha affermato mons. Robert Barron, vescovo ausiliare di Los Angeles, intervenendo stamattina nel panel su cosa le famiglie sono chiamate a essere, nell’ambito dell’incontro mondiale delle famiglie, in corso a Dublino. Quella indicata da Papa Francesco in Amoris laetitia, secondo il presule, è “una formazione paziente nella divisione tra il bene e il male nel mondo digitale”, che è considerata “preferibile a una censura aggressiva”. E ancora: “Papa Francesco è preoccupato dal fatto che tutti i nostri gadget e le tecnologie di comunicazione promuovano una cultura di gratificazione immediata. Tutto ciò che i giovani vogliono è essere raggiunti premendo un pulsante. Ma – ha ricordato il vescovo – le cose migliori della vita, amicizia, amore, bellezza estetica, il rapporto con Dio, devono essere attese. Arrivano a modo loro e secondo il loro tempo”. Altro aspetto richiamato da mons. Barron è la socializzazione. “Francesco si preoccupa che i nuovi media incoraggiano un atteggiamento introspettivo da parte dei giovani e una tendenza a vivere ostinatamente in uno spazio virtuale, a diversi passi dalla realtà concreta”. Quindi la famiglia assume un ruolo privilegiato, “il luogo privilegiato in cui i giovani apprendono che le loro vite non riguardano solo loro stessi”.

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