Incontro mondiale famiglie: card. Bassetti, l’impegno dei vescovi italiani dopo Amoris Laetitia. Comunità cristiana sia capace di “terapia della speranza”

foto SIR/Marco Calvarese

“Nello stile di Emmaus già dai primi mesi dalla pubblicazione dell’Esortazione apostolica Amoris laetitia, in Italia molti vescovi e alcune Conferenze episcopali delle varie regioni ecclesiastiche hanno iniziato a confrontarsi e a riflettere sull’attuazione di quelle indicazioni”, spiega a Dublino, all’Incontro mondiale delle famiglie, il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia – Città della Pieve e presidente della Cei. E l’elenco è lungo: per i vescovi della Campania occorre “una rinnovata formazione dei sacerdoti e di coppie-guida di altre coppie, che metta in grado di intervenire in tempo nelle crisi coniugali”. In Familiaris Consortio, ricorda Bassetti, Giovanni Paolo II indicava la via del “caso per caso” che “necessita di una saggia capacità di discernimento pastorale”. Una “premura” ancora più preziosa, sottolineano i vescovi della Sicilia, “quando, dopo il matrimonio, le situazioni di crisi si mostrano irreversibili”. Da parte loro, i presuli del Piemonte invitano a superare la “sindrome del figlio maggiore” e auspicano un accompagnamento che generi discernimento e integrazione incoraggiando “la nascita di luoghi specifici dove vivere questa accoglienza premurosa e fraterna”.
Secondo il presidente Cei, la vera questione è “che la comunità cristiana sia capace di intraprendere nei confronti di chi è ferito dagli inciampi della vita, quella che Papa Francesco, commentando il brano dei due discepoli di Emmaus, chiama una sorta di ‘terapia della speranza’”. Per questo, i vescovi dell’Emilia Romagna chiamano l’intera comunità cristiana “a maturare un cammino di accoglienza, coniugando carità e verità” ed evitando i “facili estremismi” del lassismo e del rigorismo. Dai presuli lombardi l’invito a chi ha vissuto il fallimento del matrimonio a rivolgersi con fiducia a sacerdoti, animatori pastorali, servizi diocesani, consultori, gruppi per separati, divorziati o risposati che già operano nelle diocesi perché “per tutti, anche per chi è passato ad una nuova unione, ci può essere un percorso di conversione adatto e fruttuoso per camminare nell’amore, nell’Amore di Dio” .

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