Diocesi: mons. Seccia (Lecce), “bella soprattutto nelle periferie”. “Anziché alzare muri costruire ponti”

“La nostra città è bella certamente oggi vestita a festa, è bella per i ricami dei suoi palazzi, per le vie della movida, è bella per i musei e per le chiese”, ma è bella “soprattutto nelle periferie, nelle case di chi è solo, anziano, abbandonato, nelle case di chi lotta per qualche malattia, nelle case di quelle famiglie che vivono un momento di crisi, nelle case di chi ha perso il lavoro e non arriva a fine mese, nelle case dei giovani universitari che sognano il loro futuro, nelle case degli immigrati, nelle stanze di quanti la salute costringe a stare in ospedale, nelle celle dei carcerati che hanno desiderio di ricominciare… in ogni angolo abitato da situazioni di dolore che forse, per pudore o per nostra manchevolezza, conosce solo Dio”. Così mons. Michele Seccia, arcivescovo metropolita di Lecce, nel primo Messaggio alla città in occasione della solenne processione dei Santi Oronzo, Giusto e Fortunato, patroni della città e della Chiesa di Lecce.
Nel discorso pronunciato questa sera dalla cassarmonica di Piazza Sant’Oronzo prima del rientro della processione in cattedrale, il presule esprime l’auspicio che le piazze cittadine si riapproprino della loro reale identità di “agorà, luoghi di incontro e di scambio in cui condividere la vita e crescere insieme”. Certamente, chiosa, “saremmo una comunità molto più giusta, onesta e coerente”, perché “i problemi si risolvono non alzando muri, ma costruendo ponti di dialogo indistruttibili perché radicati nella Verità!”. In luogo di polemiche sui social, l’arcivescovo indica il “confronto personale e diretto” ed invita a “promuovere una politica della prossimità e del dialogo” per rendere Lecce “capitale della fraternità”.

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