Giovani: mons. Galantino, “come Chiesa dobbiamo incrociare i loro volti, cuori e storie”

“La solennità dell’Assunta quest’anno per me ha il volto delle decine di migliaia di giovani – oltre 70mila – che lo scorso fine settimana ho visto illuminare Roma con la loro presenza”. Lo scrive il segretario generale della Cei e presidente dell’Apsa, mons. Nunzio Galantino, nell’editoriale pubblicato oggi su Avvenire. Ricordando il calo di consenso di Papa Francesco, registrato da un sondaggio di un quotidiano nazionale, il vescovo segnala che “se ieri, con poche distinzioni di genere, età e titolo di studio, i sondaggi attestavano che il Papa piaceva a (quasi) tutti – perfino ai non credenti e ai non praticanti – oggi il minor grado di consenso risulta espresso anzitutto da coloro che mostrano una pratica religiosa più ridotta”. Mons. Galantino indica tra questi i giovani. “Il vero punto dolente è la percezione fra quanti si sentono lontani dalla Chiesa, fra quanti avvertono la Chiesa come un’istituzione vecchia, che poco o nulla ha a che fare con i problemi e le domande della vita quotidiana”. Due tipologie diverse di giovani, quelli raccontati dal sondaggio e quelli che hanno riempito il Circo Massimo e Piazza San Pietro, vengono dunque indicate dal presule che “inutile e fuorviante sarebbe contrapporre”. “Se non sono gli stessi, sono comunque fratelli tra loro e hanno in comune la stessa inquietudine, la fatica a dare gambe a un progetto di vita, il peso di una flessibilità che in realtà andrebbe chiamata per quello che davvero è, ossia precarietà – evidenzia il vescovo -. Sono questi volti, questi cuori, queste storie che come Chiesa dobbiamo tornare a incrociare”. Ciò viene indicato come “la sfida maggiore con la quale siamo chiamati a misurarci”. Da mons. Galantino viene segnalata, infine, l’importanza della “disponibilità a camminare insieme, a starci, a sostenerci a vicenda”.

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