Religiose: Piccole ancelle del Sacro Cuore, madre Rizzato rieletta Superiora generale. “Portare speranze e coraggio nelle nostre comunità”

Il nuovo Consiglio delle Piccole ancelle. Sotto, le partecipanti al Capitolo generale

La congregazione delle Piccole ancelle del Sacro Cuore ha celebrato, ad Alpe di Poti, in provincia di Arezzo, il XVII capitolo generale (22 luglio-9 agosto). La congregazione fu fondata dal beato Carlo Liviero, originario veneto e nominato vescovo di Città di Castello (Perugia) nel 1910. L’assemblea era composta da 27 sorelle, provenienti da Italia, Kenya, Albania, Ecuador. Il tema scelto per il capitolo “Vogliamo vedere Gesù” (Gv 12,21) “è stato il punto propulsore di riferimento – spiega un comunicato odierno –per la riflessione e lo studio sui temi: carisma, formazione, persona, interculturalità, laici”. “I lavori sono iniziati dando, anzitutto, uno sguardo alla realtà dell’istituto in tutti gli aspetti: spirituale, comunitario, apostolico e missionario. Un tempo più prolungato è stato dedicato alla fase di studio, realizzata secondo il metodo sinodale. Il confronto dei cinque temi con la realtà storica, sociale, interculturale ed ecclesiale della nostra epoca ha contribuito a una maggior presa di coscienza delle sfide che si pongono oggi alla vita religiosa”. La nota prosegue: “Questo ha permesso di sottolineare alcuni obiettivi da raggiungere a riguardo della formazione, della persona e del carisma e la necessità di una formazione più adeguata alla interculturalità, all’interno della Congregazione e nei rapporti con il mondo di oggi. Si sono previste delle linee guida di apertura e di chiarimento nel rapporto con i laici, specie coloro che si sentono chiamati a condividere il carisma, tre dei quali presenti durante la fase di studio”.
Il 30 luglio l’assemblea ha rieletto madre M. Imelda Rizzato Superiora generale per un secondo sessennio. Nel pomeriggio dello stesso giorno sono state elette anche le quattro consigliere che dovranno collaborare con la Madre generale nella guida della congregazione. Sono: suor Lucia Sandrin, suor Colomba Simone, suor Daniela Littamè, suor Alice Wambui, prima sorella keniota. Il capitolo generale si è concluso la sera del 9 agosto, a Città di Castello, con una celebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo diocesano mons. Domenico Cancian, nella cattedrale dove si trovano anche le spoglie del beato Carlo Liviero. Madre Imelda, nel dare il suo breve saluto, ha esortato suore e laici con le seguenti parole: “Partiamo con la volontà di far tesoro dell’esperienza di comunione e di corresponsabilità che abbiamo fatto in questi giorni e ci auguriamo di portare dei semi di fiducia, speranza e coraggio nelle nostre comunità e negli ambienti dove viviamo”.

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