Papa Francesco con i giovani italiani: Tinti (danzatrice), “Amicizia, condivisione e ascolto sono la spinta per vivere al meglio”

“Un racconto di emozioni, di esperienze e di amicizia. È questo il messaggio che ho voluto portare questa sera ai giovani che erano qui a Roma e farlo attraverso le mani di Papa Francesco è stata una cosa straordinaria”. Con queste parole Nicoletta Tinti commenta al Sir la sua partecipazione all’incontro di Papa Francesco con i giovani italiani in corso al Circo Massimo di Roma. Nicoletta Tinti, atleta che ha fatto parte della nazionale di ginnastica ritmica ai Giochi olimpici di Atlanta (1996), dal 2008 è su una sedia a rotelle a causa di una ernia discale che le ha fatto perdere l’uso delle gambe. Di professione ingegnere civile, Nicoletta è tornata a danzare nel 2014 grazie all’amicizia con Silvia Bertoluzza, con la quale nel 2015 ha fondato la Compagnia InOltre. E proprio con Silvia che Nicoletta si è esibita davanti ai 50mila giovani del Circo Massimo e a Papa Francesco. Una esibizione che Silvia racconta così: “È stata una danza in cui due corpi, il mio e quello di Silvia, uniti nelle note musicali, lasciavano trasparire una sola anima. Silvia mi presta le sue gambe e io le presto il mio busto, in un rapporto di amicizia e di condivisione bellissimo. È la fortuna di aver incontrato un’amica”. Poi il saluto a Francesco: “Al Papa ho voluto raccontare chi sono io e chi è Silvia, ma soprattutto come questa amicizia mi ha aiutato ad essere quella che sono oggi. Amicizia, unione, condivisione e ascolto sono la spinta per vivere al meglio. È stata un’emozione fortissima, mi ci vorrà del tempo per elaborarla e comprenderla fino in fondo. Mi porto via un’energia che mi aiuterà a crescere ancora di più”.

“La mia esperienza – aggiunge – mi dice che tutte le cose si possono ottenere grazie al sacrificio, alla dedizione, alla passione per qualcosa di bello. Non possiamo raggiungere nessun risultato senza sacrificio e passione. La condivisione con gli altri è necessaria per imparare non solo ad offrire una spalla ma anche ad appoggiarsi a chi hai accanto. La condivisione ci permette di andare oltre e raggiungere mete che non avremmo mai pensato di conseguire”. Andare oltre come “stile di vita”. “Spesso ci capita, nelle cose, di fermarci in superficie mentre credo sia importante andare oltre i propri limiti, visibili e invisibili, per prenderne coscienza. Aprirsi agli altri – conclude – ci serve per andare oltre le nostre possibilità e potenzialità”.

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