Libano: termina la missione di mons. Peragine, “vicini all’esperienza quotidiana di tanti bambini profughi”

“Al di là di tutte le questioni politiche, la nostra presenza in Libano, nella zona di Kefraiya, nella parte ovest della Bekah, ha avuto lo scopo di farci vicini all’esperienza quotidiana di tanta gente e soprattutto di tanti bambini che affollano uno di questi campi profughi. Siamo entrati nel loro campo nel rispetto della loro condizione condividendo, nonostante la difficoltà della lingua, le loro storie e soprattutto la loro attuale realtà”. Lo ha detto mons. Giovanni Peragine, amministratore apostolico dell’Albania meridionale e vicepresidente della Conferenza episcopale albanese, che ha visitato, insieme con un gruppo della sua diocesi, organizzato dalle Suore Marcelline di Saranda, il campo profughi di bambini siriani a Kefraiya. Il gruppo ha condiviso con i bambini anche alcune iniziative di animazione. “Il Libano, pur essendo un piccolo Paese di circa 4 milioni di abitanti, ospita più di 1,5 milioni di profughi regolari e molti altri clandestini – ha ricordato il presule -. Accolti in diversi campi sparsi nel Paese, tutta questa popolazione, segnata già da numerose sofferenze e costretta a lasciare la propria terra per le violenze della guerra, è in attesa di conoscere le sorti del proprio destino dalle decisioni politiche da parte dei ‘padroni’ di questa parte del mondo”. Il gruppo terminerà domani la visita in Libano e ritornerà in Albania. “Torniamo a casa arricchiti dagli incontri con tanti volti, ma anche con la convinzione che questi bambini, così come tutti le persone che si trovano in queste condizioni, hanno il diritto in virtù della propria dignità umana ad avere un avvenire dignitoso – ha conluso il vescovo -. Di questo tutti dobbiamo sentirci responsabili”.

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