Austria: p. Helm (Verbiti), “irresponsabile il modo con il quale si gioca con i rifugiati e la popolazione”

Il vice-provinciale dei Verbiti austriaci, p. Franz Helm, ha duramente criticato la procedura di reinsediamento dei rifugiati bisognosi di assistenza medica, già ospitati nella “Casa San Gabriele” a Mödling (Bassa Austria): vi erano assistiti 110 rifugiati tra persone con paralisi, affette da sclerosi multipla, cancro e malattie mentali, molti anziani non autosufficienti e 24 minori non accompagnati. In una intervista al blog “Mosaik”, Helm ha ricordato che la decisione venne presa nel giugno scorso dal governo della Bassa Austria per “supposte carenze delle misure di sicurezza che avrebbero causato la morte di un rifugiato lo scorso maggio”. Ma per Helm, in realtà, “la cura dei rifugiati è sempre più spesso affidata direttamente in mani statali e private per evitare fastidiose denunce da parte delle associazioni cristiane e di assistenza umanitaria”; allo stesso tempo il sacerdote ha segnalato il forte sentimento xenofobo della politica locale e dei media. Helm ha definito “irresponsabile la gestione dei rifugiati malati, e irresponsabile il modo con il quale si gioca con la sicurezza di queste persone e della popolazione”. Il verbita ha evidenziato come il responsabile locale per l’integrazione, Gottfried Waldhäusl, membro del Partito della Libertà austriaco, di ispirazione populista e xenofobo, abbia continuamente richiamato in questi mesi come argomento centrale per la ricollocazione dei rifugiati il problema della sicurezza, ma in realtà erano i sacerdoti ad infastidire: “Sono molto preoccupato per il nostro Paese – ha detto Helm – sempre più disumano, non unito e xenofobo”.

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