#PerMilleStrade: mons. Nosiglia, Sindone “ravvicinata” per i giovani, come “password personale”

Mons. Cersare Nosiglia, arcivescovo di Torino

“Il motto di questa Venerazione potrebbe diventare una password che permette ad ogni giovane di avere la chiave di accesso personale, alle informazioni più importanti per la propria vita che la Sindone gli offre”. Lo ha detto mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, durante la conferenza stampa sulla Venerazione della Sindone offerta ai giovani in occasione dell’incontro dei giovani italiani con il Papa, in programma domani e dopodomani al Circo Massimo di Roma e in piazza San Pietro. “Mi auguro che i giovani utilizzino spesso questa password, per entrare sempre più profondamente nella comprensione della Sindone, ne meditino e assumano il contenuto testimoniando che solo l’Amore lascia un segno che nulla potrà mai cancellare”, l’auspicio di Nosiglia, che ha rilanciato l’invito di Papa Francesco, in occasione dell’Ostensione televisiva della Sindone il 27 marzo 2013, a “lasciarsi guardare” dal Sacro Telo per “avere fiducia e non perdere mai la speranza” e si è soffermato sulle nuove modalità di questa speciale Ostensione. “Fino ad ora la Sindone era stata esposta nella zona dell’altare maggiore, posizionata in verticale, e in una teca apposita”, ha spiegato il vescovo: “In un’altra occasione, nell’anno della Misericordia (2013), venne concessa l’ostensione televisiva, in diretta mondiale. La Sindone era esposta all’interno della sua cappella sempre in posizione verticale”. “Si è voluto – sempre in accordo con la Santa Sede – proporre un pellegrinaggio in cui la Sindone apparirà ‘ravvicinata’, anche se protetta dai vetri della Cappella e della teca di conservazione”, ha detto Nosiglia a proposito di questa speciale ostensione: “La visione dell’immagine nel suo insieme è più efficace e garantisce sia un eccellente livello di sicurezza sia il mantenimento della Sindone nelle condizioni ottimali di conservazione, all’interno della Cappella. Questo posizionamento è il frutto di una ampia riflessione e studi specifici sulla illuminazione compiuti proprio in vista di questa venerazione straordinaria”. L’intero allestimento del percorso, da Palazzo Reale alla Cattedrale, è un’altra novità importante, ha proseguito: “È stato pensato espressamente per accogliere i giovani pellegrini e vuole evocare – con la suggestione delle immagini, degli oggetti e persino dei profumi – l’intera esperienza di un pellegrinaggio del corpo e dell’anima: perché questo i giovani hanno compiuto, camminando e incontrando realtà di sofferenza, di amore, di gioia”. In questo modo, “la Sindone diventa il punto finale di un ‘cammino’ che è molto più vasto, quello di una vera e propria esperienza di Chiesa, che si è snodata dalle montagne di Piemonte e Valle d’Aosta per concludersi qui, nel cuore cristiano della nostra regione. È anche significativo che per la prima volta il pellegrinaggio abbia coinvolto, in modi differenti, tutte le 17 diocesi subalpine, permettendoci un ‘cammino di comunione’ importante, anche in vista di collaborazioni future”. “Sono questi che stiamo vivendo, per il Custode e per la Chiesa, i modi in cui vorremmo sempre accedere alla Sindone, al suo mistero così profondo e sconvolgente, e insieme così pieno di speranza”, il desiderio espresso dal vescovo di Torino.

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