#PerMilleStrade: mons. Forte (Abruzzo e Molise), “siate i cirenei della gioia”

“Siate irradiatori della gioia, accoglietela con l’amore con cui Dio vi ama e trasmettetela agli altri con l’eloquenza dei gesti e della vita, con la semplicità del sorriso, la serietà dell’impegno, la forza contagiosa della vostra fede e della vostra carità, mai stanchi di cominciare di nuovo ad amare, donando gratuitamente quanto gratuitamente avete ricevuto”. È l’invito con cui mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e presidente dei vescovi di Abruzzo e Molise, ha aperto questa sera il pellegrinaggio dei giovani verso Roma, per l’incontro col Papa di domani al Circo Massimo e di domenica in piazza San Pietro. “In un mondo in cui si fa a gara a catturare l’audience e a misurare sul consenso il proprio successo, Gesù è controcorrente”, ha ricordato il presule nell’omelia della messa al santuario di San Gabriele a Teramo: “Non abbiate paura – l’esortazione ai giovani – di chi vi chiede sacrificio per una causa bella e giusta; temete piuttosto chi vi lusinga con promesse facili, chi usa con voi lo specchietto delle allodole per contrabbandare gioie false e mete fasulle”. “La vita non vale per il piacere fugace e triste di un’evasione o di uno stordimento della mente e dei sensi, ma per la bellezza umile e consapevole di spenderla bene, per un amore che vinca la morte e semini gioia e pace nei cuori, collaborando a costruire una società più giusta per tutti”, ha spiegato il vescovo, che citando don Tonino Bello ha chiesto ai ragazzi di essere i “cirenei della gioia”, pronti a “caricare su di voi la Croce di chi è più debole e stanco, riconoscendovi il volto di Gesù condannato che chiede aiuto e che vi dona in cambio la Sua gioia, più grande di ogni sconfitta possibile”. “Spendetevi senza misura per ciò per cui vale la pena di vivere e non avrete rammarichi di aver vissuto invano, né sperimenterete la noia che nasce dalle passioni tristi, inseguite per dare un ingannevole senso alla vita”, ha proseguito Forte: “Non dimenticate che chi ama veramente e si dona senza misura, non è mai solo: un Altro ci ha preceduto e ci accompagna sulla via del dono, aiutandoci a vivere il nostro esodo da noi stessi senza ritorno”.

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