#PerMilleStrade: don Abascià (Puglia), siamo una terra ponte, senza i migranti sarebbe stato un cammino finto

“Papa Francesco ha definito la Puglia un territorio ponte. Noi vogliamo esserlo, tentiamo di farlo costruendo relazioni. Per questo non sarebbe stata la nostra terra se non ci fossero stati con noi, ‘Per mille strade’, i migranti”. Per don Davide Abascià, incaricato regionale della pastorale giovanile della Puglia, “sarebbe stato un cammino finto se non ci fossero stati i migranti, che non sono dei fantasmi, ma persone che vivono con noi, moltissimi dei quali frequentano le nostre parrocchie”. I cammini dei giovani pugliesi, alcuni dei quali si sono snodati in altre regioni come il Lazio o il Piemonte, sono stati all’insegna dell’integrazione e di quella “convivialità delle differenze” di cui parlava don Tonino Bello, il vescovo degli ultimi, impegnato per la pace. “La diocesi di Oria, ad esempio – racconta il sacerdote – ha invitato dei giovani albanesi e polacchi, questi ultimi conosciuti durante il gemellaggio in occasione della Gmg di Cracovia con i quali da due anni mantengono i contatti”. Nonostante la diversità degli itinerari proposti, “abbiamo voluto che non fossero cammini calati dall’alto, imposti, ma che partissero da ciò che i giovani vivono così che poi potessero rileggerli alla luce del Vangelo”. Ecco perché, spiega don Abascià, “l’immagine di questa esperienza è quella stampata sulle nostre magliette rosse : una matassa che si sbroglia, lasciando libero un filo sul quale un uomo cerca di camminare, accompagnata dalla frase di papa Francesco ‘Chi non rischia non cammina’”. “I giovani pugliesi – conclude il sacerdote – hanno scelto di rischiare”.

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