Migranti: mons. Ghirelli (Imola), “non diventare indifferenti ai soccorsi in mare né all’accoglienza”

“Vorrei che noi imolesi non diventassimo indifferenti ai soccorsi in mare, diminuiti ma sempre più drammatici, come pure all’accoglienza dei profughi”. Lo scrive il vescovo di Imola, mons. Tommaso Ghirelli, nell’editoriale pubblicato sull’ultimo numero del settimanale diocesano “Il nuovo diario messaggero”, dedicato alla lettera della Commissione episcopale italiana per le migrazioni, dal titolo “Uscire dalla paura”, rivolta alle comunità parrocchiali del nostro Paese. “Vorrei che non passasse inosservata, che venisse distribuita capillarmente”. Dopo aver presentato le cause del fenomeno migratorio dall’Africa all’Europa e quelle della fuga dalle persecuzioni nel Medio Oriente, il presule afferma che “purtroppo, le autorità civili e militari dei Paesi interessati faticano a trovare l’accordo sul contrasto a tali vergognosi commerci”. “Questo non è tempo né di buonismo né di difese irrazionali, ma di accordi efficaci, di grandi progetti politici di inclusione, attraverso i quali, oltre a governare i flussi, si mettano in opera forme di solidarietà vantaggiose per gli uni e per gli altri: per gli europei come per gli africani e gli asiatici”. Guardando all’impegno della Chiesa, il vescovo ricorda che, “attraverso le missioni e l’attività pastorale, sta già svolgendo un’opera capillare, che è insostituibile”. “Prevenire la fuga disperata dalla propria terra è doveroso quanto salvare vite in pericolo – conclude mons. Ghirelli -. Accordi e progetti dei governi suppongono un’opinione pubblica matura, che si forma anche attraverso dibattiti e confronti sulla stampa”.

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