Web e minori: Caffo (Telefono Azzurro), “costruire modelli di prevenzione e di aiuto”

“Il mondo digitale è sempre più un’aerea in divenire e come tale bisogna capire come riuscire a governarla, dobbiamo cercare di costruire modelli di prevenzione e di aiuto”. Lo ha detto ieri pomeriggio il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, nella sede della Prefettura di Treviso, in occasione dell’incontro “Coesione sociale, media e minori: la Carta di Treviso oggi”. “La cosa che mi preoccupa principalmente – ha spiegato – è l’informazione legata alla salute, il web come fonte primaria di verità con una conseguente modalità di cura impropria e dannosa”. Secondo Caffo, è necessario invece “invertire la priorità di relazione, riposizionando in prima linea i genitori e la scuola e solo in un secondo momento la veridicità della rete”. “Una riflessione che deve puntare al locale ma contemporaneamente al nazionale e all’ internazionale e nella quale i giovani possano essere visti come soggetti e non come oggetti di sfruttamento.” Un’idea che parte da una considerazione. “Per i giovani oggi la rete è la loro vita quotidiana, questa dipendenza è talvolta compulsiva senza codici di riferimento”. L’impegno è quello di “continuare ad aprire un confronto con tutti gli operatori coinvolti. Questo è un valido esempio di come bisogna creare una cultura della informazione partendo proprio oggi da qui, da Treviso”.

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