Papa Francesco: “Non si può alzare la voce per parlare di pace mentre di nascosto si perseguono sfrenate corse al riarmo”

(da Bari) “Non si può alzare la voce per parlare di pace mentre di nascosto si perseguono sfrenate corse al riarmo. È una gravissima responsabilità, che pesa sulla coscienza delle nazioni, in particolare di quelle più potenti”. Ad affermarlo oggi a Bari è stato Papa Francesco, nel suo saluto letto dal sagrato della basilica di San Nicola di Bari al termine del ‘dialogo a porte chiuse’ avuto con i Patriarchi delle Chiese del Medio Oriente, nell’ambito dell’incontro ecumenico di preghiera in corso nel capoluogo pugliese. “Non si dimentichi il secolo scorso, non si scordino le lezioni di Hiroshima e Nagasaki, – è stato il monito del Pontefice – non si trasformino le terre d’Oriente, dove è sorto il Verbo della pace, in buie distese di silenzio. Basta contrapposizioni ostinate, basta alla sete di guadagno, che non guarda in faccia a nessuno pur di accaparrare giacimenti di gas e combustibili, senza ritegno per la casa comune e senza scrupoli sul fatto che il mercato dell’energia detti la legge della convivenza tra i popoli!”. “Per aprire sentieri di pace – ha aggiunto Papa Francesco – si volga invece lo sguardo a chi supplica di convivere fraternamente con gli altri. Si tutelino tutte le presenze, non solo quelle maggioritarie. Si spalanchi anche in Medio Oriente la strada verso il diritto alla comune cittadinanza, strada per un rinnovato avvenire. Anche i cristiani sono e siano cittadini a pieno titolo, con uguali diritti”.

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