Incontro di Bari: Riccardi (Sant’Egidio), “una svolta nell’ecumenismo e un nuovo impegno per la pace Medio Oriente”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Da Bari, due grandi segnali: una svolta nell’ecumenismo e un nuovo impegno per la pace quando più nessuno crede in Medio Oriente nella pace. I cristiani, invece, ancora ci credono e non si rassegnano alla guerra”. Così Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, commenta al Sir la Giornata di preghiera e riflessione per la pace in Medio Oriente che si è appena conclusa nella città di Bari alla presenza di Papa Francesco e di tutti i Capi delle Chiese cristiane. “Una grande svolta nell’ecumenismo – spiega – perché comincia un ecumenismo sinodale tra i Capi cristiani, non solo contatti bilaterali. Questo è fondamentale. È una strada che viene indicata e che dobbiamo perseguire. E poi è un grande segnale per il Medio Oriente: i cristiani sono diversi ma non divisi. I cristiani sono gente di pace e il loro messaggio di pace non è la difesa della loro confessione, ma la difesa di tutti nel nome del Dio della pace”. Riguardo alla possibilità che il messaggio di Bari possa smuovere davvero le coscienze dei “grandi della terra”, Riccardi dice: “Io non mi domando mai solo dell’efficacia, perché il tempo rende giustizia ai messaggi di pace. Il tempo renderà giustizia a questo messaggio di Bari”. E poi spiega: “Non c’è stato il tempo di creare un Documento comune ma il Papa ha agito come primate e servitore dell’unità e questo è molto bello perché c’è una teologia da fare su questa immagine di Bari e su questa realtà: una teologia del servizio del Papa che Francesco ha realizzato”. Di cosa hanno bisogno i cristiani del Medio Oriente? “Di pace”, risponde il fondatore della Sant’Egidio: “Il Medio Oriente ha bisogno di pace, della fine delle violenze che distruggono le minoranze, che umiliano la vita sociale, che non danno futuro ai bambini. Il Medio Oriente ha bisogno di questo”.

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