Cura del creato: card. Bo (Yangon), “segni preannunciano olocausto ecologico”. “Basta parole, azioni subito”

“La fede senza azione è una fede vuota, tutte le nostre convinzioni devono tradursi in azioni reali. Siamo tutti responsabili, il documento profetico Laudato si’ non chiede nuovi incontri ma chiede azioni”. Non usa mezzi termini il card. Charles Bo, arcivescovo di Yangon (Myanmar), prendendo la parola alla sessione conclusiva della conferenza internazionale “Saving our common home and the future of life on earth”, promossa ieri e oggi in Vaticano (Aula Nuova del Sinodo) dal Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale in occasione del terzo anniversario di pubblicazione dell’enciclica Laudato si’. “Quando parliamo di ciò che potrà accadere alla natura non ci può essere alcuna compiacenza – il monito del porporato -. Dobbiamo agire subito, tutti insieme. In questo secolo ci sono segni che preannunciano un olocausto ecologico molto pericoloso, in pochi anni il mondo vedrà almeno 150 milioni di persone che faranno di tutto per avere un bicchiere d’acqua”. Per il card. Bo, “la democrazia stessa è a rischio: agiamo adesso altrimenti la storia ci ricorderà come criminali”. “Una percentuale minima di popolazione – sottolinea – produce tassi altissimi di inquinamento e questo produce danni altissimi ai paesi più poveri come il mio, il Myanmar. Questo è terrorismo ecologico. Il mondo conosce il colpevole ma non ha la forza di rispondere”. “Riconosciamo chi sono questi colpevoli e facciamoli vergognare. I cristiani non devono avare paura di parlare con i potenti”, l’appello appassionato di Bo. “Acqua, terra, aria e fuoco sono i doni più santi che abbiamo ricevuto dal Creatore. Il tempo sta per scadere e non abbiamo un altro pianeta. Non possiamo permetterci il lusso di rimanere in silenzio. Basta parole, azioni subito”.

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