Risparmio: pratica in aumento tra gli italiani, oltre il 47% delle famiglie accantona qualcosa

Cresce la percentuale di famiglie italiane che riesce a risparmiare. E crescono anche l’aspettativa di vita così come il numero di famiglie che dicono di aver un reddito sufficiente. Le indicazioni arrivano dall’indagine sul risparmio delle famiglie degli italiani condotta da Intesa Sanpaolo e dal Centro Luigi Einaudi di Torino che è stata presentata oggi. Si tratta di dati che in parte si diversificano da quelli recentemente diffusi da Istat.
L’area del non-risparmio, ossia delle famiglie che non hanno messo da parte alcunché nei dodici mesi precedenti l’indagine – spiega una nota –, si contrae dal massimo storico del 61,3% degli intervistati nel 2012 al 52,7% nel 2018. Specularmente, la percentuale di famiglie risparmiatrici si porta oltre il 47%, dal 43,4% del 2017.
La volontà e la possibilità di risparmiare, tuttavia, sono viste in funzione cautelativa nei confronti degli imprevisti per il 43% delle famiglie; seguono poi il futuro dei figli (21,1%), la vecchiaia (19,7%) e la casa (14%). Gli italiani poi non sono propensi ad assumersi rischi finanziari. Anzi, per nove risparmiatori su dieci l’avversione al rischio è totale: al primo posto nelle scelte c’è sempre la sicurezza dell’accantonamento dei propri soldi. Cresce poi il risparmio gestito e diminuisce il ricorso alle obbligazioni.
Proprio dal punto di vista della consapevolezza dei rischi, l’indagine ha rilevato una situazione confusa. L’indagine ha infatti rilevato una sottostima dei rischi di eventi negativi e in particolare quelli relativi alla salute. Solo il 9,7% delle famiglie detiene polizze sanitarie anche se una malattia acuta da affrontare preoccupa il 73% del campione. Sembra invece consolidarsi la ripresa: il 64% del campione (era il 61% nel 2017), dice di avere un reddito sufficiente o più che sufficiente per il suo tenore di vita.

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