Lussemburgo: fatti e cifre della Chiesa locale. “2017 anno di svolta” per geografia parrocchie, religione nelle scuole, catechesi

Per l’arcidiocesi del Lussemburgo il 2017 è stato un anno di “svolta”, che resterà “inciso per diversi motivi” nella sua storia. Lo dice il “Rapporto 2017: fatti e cifre” presentato oggi alla stampa dal vicario generale dell’arcidiocesi Leo Wagener. L’erezione delle 33 nuove parrocchie che hanno sostituito le oltre 240 preesistenti, l’abolizione dell’insegnamento della religione nelle scuole e l’avvio dei percorsi di catechesi in parrocchia sono stati i “cambiamenti radicali” in ambito “pastorale e strutturale” che hanno catalizzato forze e persone. Un altro grosso ambito di “riforme strutturali faticose” riguarda la creazione dei “fondi di gestione degli edifici religiosi” in conformità alle nuove norme decise dal governo attuale. Nonostante tutto ciò, “la Chiesa ha preso ha cuore la sua missione pastorale e socio-caritativa e ha intensificato il suo impegno per la presa in carico e l’integrazione dei rifugiati”, ha spiegato Wagener. Tra gli eventi dell’anno, il rapporto di 82 pagine elenca anche il pellegrinaggio dei giovani in Tailandia con l’arcivescovo Jean-Claude Hollerich, il “percorso spirituale sulle tracce di santa Bernadette”, il progetto “50 giorni di incontro e condivisione tra le generazioni”. La diocesi ha messo a disposizione nel rapporto anche il bilancio dell’anno passato che mostra “una situazione finanziaria in continuo miglioramento”, ha commentato il vicario, con un’eccedenza di bilancio di 3,3 milioni di euro.

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