La Pira venerabile: padre Festa (postulatore), “un mistico prestato alla politica”

Giorgio La Pira

“Un cristiano dalla fede dirompente, posseduto da una straordinaria speranza in Dio e nella bontà del prossimo e pervaso da una sconfinata carità cristomimetica nei confronti di tutti coloro che ha incontrato lungo il tragitto della sua vita”. Così il postulatore dei Domenicani, padre Gianni Festa, ricorda Giorgio La Pira, di cui ha seguito negli ultimi anni la causa di beatificazione, in un’intervista rilasciata al settimanale delle diocesi toscane “ToscanaOggi”. Per lui la firma da parte del Papa del decreto per il riconoscimento delle virtù eroiche dell’ex sindaco di Firenze significa un “passaggio importante, a coronamento di un lungo percorso”. Secondo il domenicano, La Pira “seppe muoversi come discepolo di Cristo che dimostra la sua identità nel servire e non nell’essere servito”. Padre Festa sottolinea l’assimilazione con la vita di Cristo. “La Pira si sentì totalmente realizzato vivendo la vita di Gesù innanzitutto nel suo cuore, vivendo fedelmente in rapporto alla Verità che ci viene data soltanto dal Cristo, e immergendosi nell’azione esterna. Collaborava così all’edificazione del Corpo di Cristo che è la Chiesa come il popolo di Dio: La Pira fu un autentico mistico prestato alla politica”. Infine, ricordando le fasi diocesane del processo, il frate richiama le testimonianze secondo cui “il Servo di Dio fosse pienamente convinto che l’umanità è guidata dalla Provvidenza”.

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