Guatemala: a un mese dall’eruzione. Mons. Palma Paúl (Escuintla), “speranza grazie alla solidarietà”. Centro di accoglienza diocesano intitolato a Papa Francesco

È passato poco più di un mese dalla terribile eruzione Volcán de Fuego, che ha messo in ginocchio un’ampia zona del Guatemala e in particolare la provincia di Escuintla, qualche decina di chilometri a sudovest della capitale, Città del Guatemala. Un aggiornamento sulla situazione arriva dalla voce del vescovo di Escuintla, mons. Víctor Hugo Palma Paúl, che ha inviato direttamente al Sir un messaggio audio: “A trenta giorni dall’eruzione le vittime accertate sono 140, gli sfollati sono oltre 3.500. Come Chiesa di Escuintla stiamo dando ospitalità a circa 700 persone. Hanno perso tutto e sono sistemati in centri di accoglienza, tra cui quello che abbiamo promosso come diocesi e intitolato a Papa Francesco. Martedì abbiamo celebrato la messa a un mese di distanza dall’accaduto”.

Grazie a questa prima accoglienza, le persone colpite dall’eruzione “possono iniziare a guardare a un futuro migliore, si spera che possano presto trovare una sistemazione più stabile”. In effetti, la Caritas di Escuintla ha provveduto a costruire le prime casette prefabbricate, da destinare alle persone rimaste senza casa. Tuttavia, “il futuro resta incerto, hanno perso la loro casa e il lavoro, ci sono bambini, molte famiglie sono state distrutte per la morte di qualche componente, ma la speranza si inizia a intravvedere, grazie alla solidarietà di tantissime persone. Ringrazio chi non ci ha dimenticato in questa situazione”, conclude mons. Palma.

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