Dicastero per la Comunicazione: Ruffini (prefetto), dal Papa una chiamata perché “i laici non si sottraggano alle loro responsabilità”

“Sono stato io il primo a essere sorpreso della chiamata del Papa. E ho piena consapevolezza di come un compito così grande sia anche misura e ammonimento costante della mia personale piccolezza, che solo può confidare nella Grazia di Dio”. Lo dice Paolo Ruffini, neo prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, in un’intervista rilasciata a Vatican News. Ricordando l’intervista realizzata con Papa Francesco a conclusione del Giubileo, assieme a Lucio Brunelli, il giornalista evidenzia una sua risposta: “La Chiesa come istituzione la facciamo noi, ognuno di noi. La comunità siamo noi”. “Era ed è una chiamata anche ai laici – sottolinea Ruffini -, perché non si sottraggano alle loro responsabilità, al loro essere Chiesa, e ai ruoli che nella vita la Chiesa può chiederci di ricoprire”. A suo avviso, “questo è ciò che il Papa chiede a ognuno di noi e ha chiesto in questo caso a me. Una chiamata alla quale si può rispondere solo confidando, come dice San Paolo, che è nella debolezza che si manifesta pienamente la forza”. Ripercorrendo gli anni a Tv2000 e a InBlu Radio, Ruffini li definisce “un cammino bellissimo, entusiasmante, fatto con persone straordinarie”. “Ma non è un cammino che si interrompe. È un processo che sono anzi certo continuerà veloce. C’è sempre più bisogno di condividere il bene in un mondo dove la comunicazione è troppo spesso fondata su ciò che bello non è”.

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