Cura del creato: card. Parolin, “tracciare linee di azione concrete e partecipative per salvare la casa comune”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Sappiamo tutti quanto sia precaria la situazione del nostro pianeta oggi. L’enciclica è infatti una risposta tempestiva a una delle sfide più urgenti che l’umanità deve affrontare oggi, vale a dire un possibile collasso della stessa casa che ci sostiene e tutte le forme di vita”. Lo ha detto il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, nel suo intervento di apertura della conferenza internazionale “Saving our common home and the future of life on earth” (Vaticano – Aula Nuova del Sinodo, 5-6 luglio) nel terzo anniversario di pubblicazione dell’enciclica Laudato si’ . Per il porporato, Laudato si’ è importante anche “per il suo messaggio di un’ecologia integrale. Tutto, per Papa Francesco, è interconnesso; in modo che il ‘grido della terra’ è intimamente legato al ‘grido dei poveri’ (LS, 49)”. Di conseguenza, “come membri della famiglia comune, tutti noi dobbiamo riunirci per impegnarci a salvare la nostra casa comune”. Come scrive il Pontefice, “tutti noi possiamo cooperare come strumenti di Dio per la cura del creato, ognuno secondo la propria cultura, esperienza, coinvolgimento e talenti”. Il Papa, inoltre, “offre una ‘visione spirituale’ del mondo naturale”. Per questo “le convinzioni di fede possono offrire ai cristiani, e anche ad altri credenti, ampia motivazione alla cura della natura e dei più vulnerabili tra i loro fratelli e sorelle”. Di qui l’auspicio del porporato che l’incontro appena inaugurato “ci porti a tracciare linee di azione concrete e partecipative per salvare il creato. Siamo tutti consapevoli di quanto lungo e quanto impegnativo sarà questo viaggio, ma abbiamo una bussola molto buona per aiutarci a guidarci nella lettera enciclica, Laudato si’. Possa l’enciclica servirvi come guida e ispirazione”.

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