Immigrato ucciso ad Aprilia: mons. Semeraro (Albano), “campanello di allarme di cui anche la politica deve tenere conto”

Un “fatto esecrabile” che merita una “netta condanna, al di là di ogni colore e appartenenza”. Sono le prime parole al Sir di mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano, in merito all’uccisione di un marocchino di 43 anni, creduto un ladro, che è stato inseguito da tre cittadini ad Aprilia. Nell’auto della vittima sono trovati degli arnesi da scasso. “Non è giustificabile nessuna forma di giustizia fai-da-te, mentre bisogna avere fiducia e assicurare il nostro supporto soltanto alle forze dell’ordine e alla magistratura. E operare educando ai valori della convivenza sociale, respingendo ogni forma di odio”, prosegue mons. Semeraro. Mentre sono in corso le indagini per accertare le responsabilità, il comando provinciale dei carabinieri di Latina rivela che la morte potrebbe essere stato causata da un colpo o un calcio con conseguente caduta a terra che avrebbe comportato la morte. “Siamo preoccupati dalle notizie che si susseguono da diverse città d’Italia, che sono un campanello di allarme di cui anche la politica non può non tenere conto”, conclude il vescovo che richiama le parole del presidente Mattarella: “L’Italia non può somigliare a un far west dove un tale compra un fucile e spara dal balcone ferendo una bambina di un anno, rovinandone la salute e il futuro”.

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