Honduras: vescovi su seminario maggiore N.S. Suyapa, “evitare ogni speculazione”

“Invitiamo tutti a crescere nella preghiera per il nostro seminario maggiore ed evitare ogni tipo di speculazione che sminuisca il rispetto della dignità di vescovi, seminaristi e formatori e di tutti coloro che, pur con limiti ed errori, cercano di realizzare il progetto del Signore”. È quanto scrive la Conferenza episcopale dell’Honduras (Ceh) in un comunicato relativo alle “recenti informazioni sul Seminario Maggiore di Nostra Signora di Suyapa”. “Ci dispiace che l’‘informazione’ del sig. Edward Pentin del National Catholic Register (Ncr), quotidiano del canale Ewtn, all’origine delle informazioni che compaiono nei diversi media digitali nel Paese o all’estero, provochi dolore e scandalo in coloro che invece si vorrebbero difendere”, scrivono i vescovi: “In tutta certezza e verità, affermiamo che non esiste, né è esistito né debba esistere nel Seminario un ambiente come quello presentato dal reportage citato da Ncr, nel quale si dà l’impressione che istituzionalmente si promuovano e sostengano pratiche contrarie alla morale e alle norme della Chiesa, sotto lo sguardo compiacente dei vescovi”.
Il seminario maggiore è un’istituzione interdiocesana che, pur avendo sede nell’arcidiocesi di Tegucigalpa, è al servizio della formazione dei candidati al sacerdozio di tutte le diocesi dell’Honduras, a eccezione della diocesi di Comayagua. Pur avendo “affidato fin dal 1997 il compito diretto di accompagnare il loro processo formativo alla Congregazione di Gesù e Maria (Padri Eudisti) della provincia di Colombia” a cui “negli ultimi anni si sono uniti sacerdoti diocesani honduregni”, la Ceh sottolinea che “ciascuno di noi vescovi è responsabile del progetto formativo, del sostentamento economico e della crescita umana, spirituale e pastorale dei seminaristi delle nostre diocesi”.

I vescovi evidenziano poi che “chi ascolta la Parola del Signore non si sorprende del fatto che in mezzo a tanti frutti ci sia anche la zizzania”. “Sono evidenti zizzania e cattiveria soprattutto nella elaborazione di informazioni ‘anonime’, nella trasmissione delle stesse, confondendo dati, sospetti e interpretazioni”, sottolineano i vescovi, che aggiungono: “C’è zizzania nella fragilità affettiva e sessuale che ci colpisce tutti e che può generare atteggiamenti e comportamenti inadatti. C’è zizzania nel pessimismo sterile, nella mondanità spirituale, nella ricerca di forme di potere, della gloria umana o benessere economico”. “Riconosciamo che tutte queste tentazioni ci colpiscono e che possiamo cedere. Ma allo stesso modo – osservano – riconosciamo che la forza di Dio si manifesta nella nostra debolezza”.
Per “affrontare le sfide che ci presenta la realtà”, la Ceh evidenzia che “abbiamo chiesto la collaborazione di un vescovo emerito del nostro Continente, esperto nell’ambito della formazione sacerdotale che ha già accettato la nostra richiesta”.
“Preghiamo specialmente i sacerdoti affinché coltivino la loro devozione e dedizione generosa al servizio del Vangelo in modo che alla sua sequela emergano vocazioni libere, mature e senza timore di servire”, scrivono i vescovi. “Chiediamo ai seminaristi attuali e futuri di vivere con speranza il loro discernimento, crescere nella fiducia, autenticità e trasparenza insieme con i loro vescovi e formatori, e a mostrare onestamente nelle loro comunità e parrocchiali, luci e ombre del seminario”.

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