Riforme istituzionali: Casellati, “il cambiamento per il cambiamento non è mai sinonimo di miglioramento”

“Quest’anno ricorrono i 70 anni dall’entrata in vigore della nostra Costituzione. Una Carta giovane, che ha già dimostrato di essere in grado di garantire al Paese democrazia, pace, sviluppo, solidarietà. Qualsiasi riflessione di modifica deve pertanto doverosamente partire da questi presupposti. Il cambiamento per il cambiamento non è mai sinonimo di miglioramento”. Lo ha affermato il presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati, nel corso della cerimonia di consegna del Ventaglio da parte dell’Associazione stampa parlamentare. “Per quanto riguarda le riforme di cui il Paese ha bisogno – ha evidenziato Casellati – personalmente ho sempre ritenuto preferibili interventi che potessero essere ben definiti e ben delimitati”. “Una delle priorità – ha spiegato il presidente del Senato – è certamente il completamento del riassetto delle autonomie. Un tema che investe direttamente i servizi ai cittadini, la gestione degli organismi territoriali, la distribuzione e l’utilizzazione delle risorse, il rapporto tra lo Stato e gli enti locali”. Per Casellati, “realizzare compiutamente il principio costituzionalizzato della sussidiarietà, sia in termini orizzontali che verticali, è una necessità che attiene direttamente alla qualità della vita di tutti gli italiani e alla loro possibilità di realizzare modelli di società virtuosi ed inclusivi, sulla base del principio di buon andamento e quindi di economicità, efficienza ed efficacia”. Il presidente del Senato ha anche rilevato che, rispetto alla riforma della Costituzione, “la validità di un assetto istituzionale andrebbe sempre valutata alla luce della capacità del sistema di fronteggiare fasi nuove, difficili, imprevedibili”. “L’avvio di questa legislatura può essere considerato a tutti gli effetti uno di questi momenti”, ha osservato Casellati, sottolineando come “nonostante le inevitabili fibrillazioni, il sistema Paese ha retto, ha dimostrato la capacità di saper accompagnare una fase politica nuova senza mettere in discussione i capisaldi del nostro Stato di diritto”. La seconda carica dello Stato ha voluto “ancora una volta dare atto al presidente della Repubblica, garante della Costituzione e delle istituzioni tutte, di aver saputo affrontare con saggezza e riconosciuto equilibrio ogni singolo momento della transizione politica che si è poi conclusa con la formazione del Governo”.

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