Nucleare: Battaglia (sindaca Caorso) eletta coordinatrice della Consulta dei Comuni sedi di impianti. “Governo prenda in mano dossier”

La Consulta dei Comuni sedi di impianti nucleari, riunita oggi presso la sede dell’Anci nazionale a Roma, ha eletto nuova coordinatrice la sindaca di Caorso Roberta Battaglia, che subentra ad Alessandro Portinaro, già sindaco di Trino. “Mi farò portavoce con il nuovo Governo delle richieste che i territori continuano a segnalare all’unanimità”, ha assicurato la neo coordinatrice, per la quale si tratta di “territori che hanno dato molto anche in termini di perdita di immagine, oltre che di riduzione sostanziale delle compensazioni, per il disagio che continuano a subire nell’ospitare i vecchi impianti nucleari”.
Secondo la sindaca di Caorso, che ha ringraziato il predecessore per l’impegno profuso, “ogni anno il costo per i consumatori nel pagamento delle bollette elettriche è di oltre cento milioni di euro, che servono a mantenere in sicurezza le centrali e gli impianti in attesa di trovare una soluzione definitiva. Nella Consulta è emersa da parte dei Sindaci una preoccupazione che si basa su tre fattori: mancanza di scelta del deposito nazionale; necessità di implementare il sistema autorizzativo per le dismissioni con tempi certi; definizione del ruolo di Sogin in questi anni”.
“I rappresentanti dei Comuni all’unanimità – ha ribadito il coordinatore uscente, Portinaro – sottolineano la necessità che il nuovo Governo prenda in mano il dossier nucleare, mettendo a sistema tutti gli elementi che tecnicamente sono stati già definiti, ad iniziare dalla piena operatività di Isin, dove dovrà essere rafforzata la struttura tecnica preposta al rilascio delle autorizzazioni per lo smantellamento dei vecchi siti”. Secondo Portinaro, “occorre procedere rapidamente alla pubblicazione del Programma nazionale nel quale saranno valutate le numerose osservazioni pervenite dai territori, definendo le modalità di gestione dei rifiuti, compresi quelli ad alta attività, anche per non incorrere in possibili censure e sanzioni comunitarie per i ritardi accumulati”. “Ultimo aspetto – ha concluso Portinaro – la pubblicazione della carta dei siti idonei potenzialmente ad ospitare il deposito nazionale definitivo, già tecnicamente pronta da tempo”.

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