Notizie Sir del giorno: Marchionne, incendi in Grecia, mons. Lojudice su Rom, 50° Humanae Vitae, Venezia75

Sergio Marchionne: morto questa mattina a Zurigo il manager italiano

Sergio Marchionne è morto questa mattina per arresto cardiaco nella clinica di Zurigo dove a fine giugno è stato operato alla spalla destra, probabilmente per le conseguenze del tumore che lo avrebbe colpito nei mesi scorsi. Accanto al manager 66enne, da quanto si è appreso, la compagna Manuela Battezzato e i figli Alessio e Tyler. Marchionne, che ha salvato la fabbrica d’auto italiana per eccellenza con un lavoro iniziato meno di 15 anni fa, verrà certamente ricordato per il suo modo di fare diretto e anticonformista, per aver cambiato le relazioni sindacali in Italia, ma anche per aver portato Fiat fuori dall’Italia (come sede legale) e per averla fatta diventare un’azienda globale. (clicca qui)

Incendi in Grecia: si mobilitano Caritas Grecia e Caritas italiana

È salito a 79 morti e almeno 550 feriti, tra cui 16 bimbi in gravi condizioni, il bilancio – purtroppo provvisorio – degli incendi che da lunedì 23 luglio stanno devastando intere zone della Grecia, e in particolare la località costiera di Mati, a una ventina di chilometri a nord-est della capitale Atene. Molti sono i dispersi, per questo le autorità greche temono che il bilancio sia destinato a salire ancora. Si parla di oltre 100 morti. Le case distrutte sono più di 1.500. Il premier Tsipras ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale, lo stato di emergenza e chiesto l’aiuto dell’Unione europea. In campo anche Caritas Grecia, come spiega al Sir, Lisetta Milliari, responsabile amministrativa di Caritas Grecia: “In queste ore Maria Alverti, direttrice di Caritas Grecia, sta raggiungendo le zone colpite per coordinarsi con le autorità locali e stabilire nel dettaglio gli interventi di emergenza così da evitare inutili sovrapposizioni. Abbiamo messo a disposizione un primo stock di generi di prima necessità (vestiti, medicine, cibo) ma i bisogni cambiano di ora in ora”. Caritas Italiana, che dal 2012 in particolare collabora con Caritas Grecia in vari progetti di aiuto alla popolazione colpita dagli effetti della crisi economica, ha lanciato una raccolta fondi con la quale è possibile sostenere gli interventi di aiuto. (clicca qui)

Rom, sgomberi a Roma: mons. Lojudice (vescovo ausiliare), “azioni dimostrative non sono la soluzione. Le alternative ci sono”

“Pare che il Comune debba fare ogni tanto delle azioni di forza per dimostrare qualcosa”. Così mons. Paolo Lojudice, vescovo ausiliare di Roma per il settore Sud, commenta in un’intervista al Sir lo sgombero delle famiglie rom del Camping River bloccato dalla Corte europea per i diritti dell’uomo, mentre ieri altre persone sono state mandate via dall’ex Fiera di Roma. A suo avviso “gli sgomberi non sono la soluzione: non va bene quella distruzione, quel modo di fare. La cosa strana è che lo sgombero del Camping River era già in programma da anni, con i vari ultimatum. Il Comune ha anche autodistrutto i container, non si capisce dove vogliono andare a parare. Pensano di spaventarli per farli andare via? Ma questa sarebbe una soluzione e una analisi sbagliata, che non funziona”. “È un vecchio problema a cui non si trova una soluzione intelligente – osserva mons. Lojudice -. È chiaro, aiutare queste persone ad uscire da un campo in cui vivono da tanti anni non è facile, posto che qualcuno affitti appartamenti a famiglie rom. Il Comune si lamenta di aver messo a disposizione dei soldi, però non trova chi affitta. Ma non è questo il passaggio giusto. Secondo me ci sono passaggi intermedi che non possono essere saltati”. Sul grave ferimento con una pistola ad aria compressa di una bimba rom di 13 mesi, il 17 luglio scorso a Roma, mons. Lojudice commenta: “Questo fatto ci potrebbe far riflettere, da una parte e dall’altra, che in questo momento non serve alzare la tensione. Le contrapposizioni non aiutano nessuno”. (clicca qui)

50° Humanae Vitae: mons. Semeraro (Albano), “Paolo VI consapevole delle difficoltà dell’accoglienza dell’enciclica, oggi stesso punto nodale”

“Quando l’enciclica fu resa nota, la reazione dell’opinione pubblica non fu favorevole. Critiche e rilievi vennero anche dall’interno della Chiesa”. Lo ricorda mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano e segretario del Consiglio dei cardinali, in una nota per il Sir sui 50 anni dell’enciclica di Paolo VI “Humanae Vitae”. Il vescovo sottolinea come “delle difficoltà riguardo all’accoglienza dell’enciclica Paolo VI fu da sempre ben consapevole, così come lo era dell’ineludibilità del suo dovere di proclamare la dottrina cristiana”. Eppure il Papa “rimaneva fiducioso che il suo documento ‘quasi per virtù propria, per la sua umana verità’, sarebbe stato alla fine bene accolto, nonostante la diversità di opinioni largamente diffusa e anche nonostante la difficoltà insita nella via tracciata per chi la volesse fedelmente percorrere. In realtà ciò non avvenne”. Ricordando il contesto in cui nacque, “quel 1968 in cui giungeva al suo apice l’utopia della ‘liberazione sessuale’”, l’enciclica di Paolo VI era “inevitabilmente anacronistica”. Semeraro segnala che “a distanza di cinquant’anni dalla sua pubblicazione, siamo ancora posti davanti a quello che potrebbe essere ritenuto il suo punto nodale. Lo troviamo nel n. 9 dell’enciclica, dove Paolo VI evidenzia le note e le esigenze caratteristiche dell’amore coniugale”. Si tratta di un amore “pienamente umano”, “totale, ossia una forma tutta speciale di amicizia personale”, “fedele ed esclusivo” e “fecondo”. (clicca qui)

Mostra Venezia: tre le pellicole italiane in concorso. Barbera (direttore artistico), “edizione ricca e curiosa”

Sono tre su 21 le opere di registi italiani nella sezione in concorso alla 75ª Mostra internazionale del cinema di Venezia, in programma dal 30 agosto all’8 settembre. Si tratta di “Capri – Revolution” di Mario Martone, affresco poco conosciuto di una comunità di intellettuali prima della grande guerra, “Suspiria” di Luca Guadagnino, atteso remake del film di Dario Argento, e “What you gonna do when the world’s on fire?” di Roberto Minervini, documentario girato in America. Le pellicole sono state presentate dal direttore artistico, Alberto Barbera, e dal presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, oggi in una conferenza stampa a Roma. “L’edizione è ricca e curiosa – ha affermato Barbera -. Ci sono molti film di genere. È come se gli autori avessero capito che fosse necessario recuperare i generi storici, in costume, i western. Molti i grandi autori affermati, altri per la prima volta a Venezia. Ci sono anche molte scoperte, otto opere prime. Ogni anno scommettiamo su un autore che buttiamo nell’arena”. Il direttore artistico ha ricordato che le pellicole sono il frutto di una selezione di 3.500 film di tutto il mondo. (clicca qui)

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