Mostra Venezia: tre le pellicole italiane in concorso. Barbera (direttore artistico), “edizione ricca e curiosa”

Sono tre su 21 le opere di registi italiani nella sezione in concorso alla 75ª Mostra internazionale del cinema di Venezia, in programma dal 30 agosto all’8 settembre. Si tratta di “Capri – Revolution” di Mario Martone, affresco poco conosciuto di una comunità di intellettuali prima della grande guerra, “Suspiria” di Luca Guadagnino, atteso remake del film di Dario Argento, e “What you gonna do when the world’s on fire?” di Roberto Minervini, documentario girato in America. Le pellicole sono state presentate dal direttore artistico, Alberto Barbera, e dal presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, oggi in una conferenza stampa a Roma.
“L’edizione è ricca e curiosa – ha affermato il direttore Barbera -. Ci sono molti film di genere. È come se gli autori avessero capito che fosse necessario recuperare i generi storici, in costume, i western. Molti i grandi autori affermati, altri per la prima volta a Venezia. Ci sono anche molte scoperte, otto opere prime. Ogni anno scommettiamo su un autore che buttiamo nell’arena”. Il direttore artistico ha ricordato che le pellicole sono il frutto di una selezione di 3.500 film di tutto il mondo.
Nella sezione fuori concorso, l’evento più atteso è la proiezione in prima mondiale di “The other side of the Wind” di Orson Welles. “Il progetto – ha spiegato Barbera – di portare sullo schermo il film andava avanti da 40 anni. Frank Marshall, allora assistente di Welles, ha trovato 100 ore di montato. È stato un lavoro lunghissimo. Finalmente tutto questo approda a una versione molto vicina a quella che Welles avrebbe voluto”. Nella categoria fuori concorso ci sono inoltre dieci documentari, fra i quali “1938 diversi” di Giorgio Treves, sulle leggi razziali in Italia. Titoli per cui il direttore Barbera ha espresso soddisfazione, sono stati “Una storia senza nome” di Roberto Andò con Micaela Ramazzotti e Alessandro Gassman, “molto divertente – ha commentato il direttore – , girato come un mistero film sul doppio registro del cinema e della politica”, e “A star is born” di Bradley Cooper con Lady Gaga, “che si scopre – ha osservato Barbera – essere anche una grande attrice”. L’edizione di quest’anno è caratterizzata inoltre dalla durata di molte delle opere in tutte le sezioni. In molti casi infatti si superano i 180 minuti. Particolarità, secondo il direttore Barbera, che non spaventerà il pubblico, ormai abituato a vedere gli episodi delle serie televisive uno di seguito all’altro.

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