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Lussemburgo: Giustizia e pace, non votare “lascia il campo ad altri che usano la democrazia per i propri obiettivi”

“La democrazia può esistere solo se sappiamo cosa è in gioco, se ci lasciamo ispirare dall’idea di libertà e affrontiamo le minacce che sorgono per la democrazia in noi e dagli sviluppi della società moderna”. È il passaggio conclusivo di una dichiarazione di Giustizia e pace Lussemburgo pubblicata guardando alle elezioni parlamentari dell’ottobre 2018 nel Granducato. Il problema è la “stanchezza elettorale”, “fenomeno problematico” a livello globale, per cui “le persone che godono del privilegio di vivere in una democrazia sono sempre meno consapevoli del loro diritto al voto”. Per il Lussemburgo nello specifico significa che circa il 13% degli elettori non ha votato alle elezioni comunali dell’ottobre 2017. Giustizia e pace chiede una “ampia autoverifica sociale” sul valore della democrazia per recuperare “entusiasmo per il grande progetto di libertà e democrazia”, in modo che “il dovere di voto perda la connotazione di obbligo” ma sia vissuto come “espressione di una conquista democratica”. Minacciano la democrazia oggi la digitalizzazione, l’individualismo, le fratture sociali, la complessità globale, il peso delle lobby economiche, si spiega nel testo. Votare è “assumersi la responsabilità di cittadini” ed espressione “di rispetto per i concittadini” e di un dialogo sociale. Non votare è “non partecipare alla definizione democratica della società e al bene comune” ed espone al rischio di “lasciare il campo agli altri perché usino la democrazia per i propri obiettivi”.

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