Humanae Vitae: compie oggi 50 anni l’enciclica di Paolo VI

Compie oggi 50 anni l’Humanae Vitae, l’enciclica di Paolo VI, pubblicata il 25 luglio 1968, sulla dottrina della Chiesa circa l’illiceità di alcuni metodi per la regolazione della natalità. Il testo è composto da tre capitoli e contiene un appello finale. Dopo una premessa sul “gravissimo dovere di trasmettere la vita umana”, per il quale “gli sposi sono liberi e responsabili collaboratori di Dio creatore”, il Pontefice lo ha sviluppato nel primo capitolo dedicato agli “aspetti nuovi del problema e alla competenza del ministero”, seguito da altri due capitoli sui “principi dottrinali” e sulle “direttive pastorali”. Il documento ribadisce la connessione inscindibile tra il significato unitivo e quello procreativo dell’atto coniugale; dichiara anche l’illiceità di alcuni metodi per la regolazione della natalità (aborto, sterilizzazione, contraccezione) e approva quelli basati sul riconoscimento della fertilità. Nei 31 paragrafi che compongono il testo vengono indicate “le caratteristiche dell’amore coniugale”, della “paternità responsabile”, il rispetto della “natura e della finalità dell’atto matrimoniale”. Poi, nel secondo capitolo, l’attenzione si focalizza sulle “Vie illecite per la regolazione della natalità” e sulla “liceità dei mezzi terapeutici” e del “ricorso ai periodi infecondi”. Nel terzo capitolo, una serie di appelli rivolti ai “pubblici poteri”, agli “uomini di scienza”, agli “sposi cristiani”, ai “medici e al personale sanitario”, ai “sacerdoti” e ai “vescovi”. Infine, l’appello ai “venerati fratelli, dilettissimi figli, e a voi tutti, uomini di buona volontà” sulla “grande opera di educazione, di progresso e di amore alla quale vi chiamiamo”.

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