Bimba rom ferita: mons. Lojudice (vescovo ausiliare Roma), “alzare le tensioni non aiuta”

Una vicenda che “ricorda vagamente l’episodio dell’omicidio di Marta Russo, oltre vent’anni fa. Questo fatto ci potrebbe far riflettere, da una parte e dall’altra, che in questo momento non serve alzare la tensione. Le contrapposizioni non aiutano nessuno”: così mons. Paolo Lojudice, vescovo ausiliare di Roma per il settore Sud, commenta in una intervista al Sir la notizia che i carabinieri hanno individuato il responsabile del grave ferimento con una pistola ad aria compressa di una bimba rom di 13 mesi, il 17 luglio a Roma. “Forse questo è un momento particolare, con un clima di caccia alle streghe – dice -. Quando si alza la tensione sul tema immigrazione il rischio di alimentare xenofobia e razzismi vari è molto alto. Però è un problema che si trascina da tempo, non me la sento di dire che è dovuto alle dichiarazioni di certi esponenti del governo. Pare ci sia una responsabilità oggettiva di questa persona, ma non si capisce se ha preso la mira oppure no. Va chiarita la dinamica dell’incidente. Speriamo sia una persona squilibrata perché se fosse stato fatto con coscienza e chiarezza… Ma prima di gridare ‘al razzista’ vediamo di capire come si chiude l’indagine”. A suo avviso, per uscire da questo clima tossico, “la prima cosa da fare, soprattutto da parte di chi ha responsabilità istituzionali, sarebbe affrontare le questioni con pacatezza, guardando i problemi nel loro insieme”. Invita perciò a “promuovere dei dialoghi con approfondimenti sulla conoscenza dei rom, dell’Africa. Ci sono domande aperte che nell’immaginario del ceto medio non emergono perché ci si accontenta della ‘notiziola’, del prurito del momento”. Altrimenti si rischia di rimanere “sempre un po’ ideologici”, che è “un limite dell’essere umano”. L’altra strada, ad avviso del vescovo, “è presentare dei modelli positivi”. Secondo Lojudice, c’è anche, “senza ombra di dubbio” uno squilibrio mediatico nell’affrontare la questione rom, con enfasi maggiore o minore a seconda di chi commette il reato. “E’ già successo in passato – afferma -. Ci sono stati negli ultimi anni fatti di cronaca con incidenti provocati da persone rom in cui si sono creati contesti in cui si è alzata tantissimo la tensione. Ma i fatti andrebbero tutti provati. Nessuno giustifica per nessun motivo e in nessun modo un rom che fa una violenza di qualunque genere ma è oggettivo, anche a livello statistico, che se a compiere un gesto è un rom risuona tantissimo e va avanti in cronaca per giorni e giorni”.

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