Azzardo: Acli Vicenza, adulti scommettono sempre più ma il 51,3% dei 13-19enni pensa si possa diventare ricchi. 17 milioni di giocatori nel 2017

Gli adulti scommettono sempre di più, mentre è in calo il gioco d’azzardo, ma crescono gli studenti giocatori “problematici”. Sempre più diffusi gratta e vinci e scommesse sportive. È il preoccupante quadro oggetto di un’analisi del Cnr, che non sottrae Vicenza dall’osservazione e preoccupa Acli e Fap Acli di Vicenza. Una situazione confermata anche dalla Comunità Nuova Vita di Vicenza, da anni impegnata nel trattamento delle ludopatie, oltre alle più diverse forme di dipendenza. “I fatti di cronaca locale di questi giorni, ma anche il costante susseguirsi di episodi che denotano un’attenzione particolare degli adulti per il gioco d’azzardo, con in testa gratta e vinci e giochi online – commentano il presidente provinciale Acli Vicenza, Carlo Cavedon, ed il segretario provinciale Fap Acli, Renzo Grison – non possono che preoccuparci, anche sul piano educativo, per l’influenza che adulti ed anziani, spesso giocatori, hanno sui più piccoli”. Il giocatore tipico, stando all’osservatorio della Comunità Nuova Vita, è prevalentemente uomo, con un’età dai 35-40 anni. Nel 2017 hanno giocato almeno una volta oltre 17 milioni di italiani (42,8%), contro i 10 milioni del 2014 (27,9%) e fra questi oltre un milione di studenti (36,9%), in calo rispetto agli 1,4 milioni (47,1%) di otto anni prima. A rivelarlo gli studi Ipsad ed Espad Italia dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr).
Cavedon e Grison chiedono al governo di “limitare l’apertura di nuovi punti scommesse e limitare la diffusione del gioco d’azzardo”. Il recente provvedimento inserito nel “Decreto dignità” del governo Conte “rappresenta un passo avanti, ma non risolve certo il problema, prevedendo il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo e sanzioni pari al 5% della sponsorizzazione, oltre al sostegno a favore delle realtà che si occupano di lotta alla ludopatia”. “Non lasciamo illudere i giovani dall’apparente fascino del gioco”, il monito di Cavedon e Grison. Stando al Cnr, il 51,3%  fra i 15-19enni è convinto che sia possibile diventare ricchi se si è bravi al gioco.

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