Bioetica: Parere Cnb su disforia di genere. Centro studi Livatino: “Autorizzazione a uso di farmaco suggerisce modello ‘gender fluid’ in età sempre più precoce”

Il Centro studi Livatino esprime in una nota “sorpresa e preoccupazione” per il parere positivo espresso dal Comitato nazionale per la bioetica (Cnb) circa l’uso della triptorelina nei casi di diagnosi di disforia di genere. Il parere, scaturito da una richiesta dell’Aifa – spiega il Centro studi – “riguarda la possibilità di bloccare la pubertà in preadolescenti cui è stata diagnosticata la disforia di genere: si tratta di minori che hanno la ‘percezione’ del proprio genere diversa rispetto a quella riconosciuta alla nascita”.

Per gli esperti del Livatino, “il Cnb ha avallato un farmaco per una indicazione che, come lo stesso comitato riconosce, non ha evidenze scientifiche a sostegno”. In tal senso, rimarcano, “è significativa l’astensione dei due rappresentanti dell’Istituto superiore di sanità e del Consiglio superiore di sanità”, così come in sede di approvazione “il voto contrario della professoressa Assuntina Morresi”. Inoltre “mostra una serie di gravi controindicazioni, che comunque emergono dal documento: esse avrebbero dovuto far concludere per un no a un percorso controverso e potenzialmente pericoloso per la salute fisica e psichica dei minori coinvolti”. Per questo, prosegue la nota, “la cautela all’uso del prodotto esposta nelle ‘raccomandazioni’ somiglia troppo alla tecnica adoperata in talune leggi – per tutte, la 194/1978 – che, prospettando deroghe in ‘casi particolari’, in realtà introduce un cambio di regime con immediata applicazione a chiunque, in violazione del principio di precauzione”.

“Da giuristi – denunciano dal Centro studi – siamo preoccupati in particolare in ordine al consenso informato del minore e della sua famiglia, che si trovano a prendere decisioni così serie in mancanza di vere informazioni scientifiche, in un clima culturale condizionato da elevata pressione ideologica verso la cancellazione della identità di genere maschile/femminile: l’uso di questo farmaco di fatto suggerisce il modello ‘gender fluid’ in età sempre più precoce”.

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