Diocesi: mons. Caiazzo (Matera-Irsina), “uscire dalla tentazione del populismo”

“Penso che sia giunto il momento in cui dobbiamo fare meno prediche, meno discorsi autoreferenziali, senza demagogia e uscire dalla tentazione del populismo”. Lo ha detto ieri l’arcivescovo di Matera-Irsina, mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, nel messaggio-omelia che ha pronunciato durante l’incontro dedicato alle autorità civili e militari che tradizionalmente viene realizzato il giorno precedente alla celebrazione della festa patronale della Madonna della Bruna. “La nostra terra è terra di pace, non permettiamo che infiltrazioni mafiose vengano a destabilizzare la convivenza civile attraverso attentati, intimidazioni, prepotenze”, ha aggiunto il presule. Citando le parole di Benedetto XVI, ha affermato che “dobbiamo essere ‘una nuova generazione di uomini e donne capaci di promuovere non tanto interessi di parte, ma il bene comune’”. Parole che esprimono “l’unico modo per combattere quella criminalità che vorrebbe farsi spazio entrando nei circuiti del vivere civile”. Quella auspicata dall’arcivescovo è “una città più a misura d’uomo dove le diverse comunità, fattesi una, abbiano come fine, sconfiggendo campanilismi e populismi pericolosi, la tolleranza, l’accoglienza, la solidarietà, il bene comune”. Così la Madonna della Bruna rappresenta “difesa di valori e di risorse che ci appartengono e che non possiamo per nessuna ragione al mondo svendere in cambio di fumo e di illusioni”. Ricordando le criticità nella valle del Basento, fino a mare, “a causa di scelte miopi che in passato hanno contribuito ad avvelenarlo e che ha sicuramente bisogno di essere bonificato”, mons. Caiazzo ha ribadito l’esigenza di “uno studio serio epidemiologico sullo stato di salute dei residenti dei Comuni interessati e sull’inquinamento del territorio”. Una missione possibile “se si lavorerà insieme, creando una commissione non di volenterosi ma di esperti che dialogano, mettono a confronto i risultati e propongono adeguate misure”. Infine un incoraggiamento: “Alzati Matera e cammina, riprenditi la tua bellezza, la gioia dello stare insieme, la gioia del vicinato, ricchezza pur nella miseria”.

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