Agenda 2040: Fond. Ambrosianeum, “per Milano il rischio di una crescita a due velocità”

“Le periferie sono un punto di osservazione privilegiato per capire come sarà la Milano di domani”. Lo ha detto questa mattina durante la presentazione del Rapporto 2018 della Fondazione Ambrosianeum, dedicato all’Agenda 2040 sulla città di domani, la professoressa Rosangela Lodigiani, curatrice del rapporto. “Le periferie – ha proseguito Lodigiani – sono il luogo in cui si gioca la sfida culturale della città, contesti in cui emergono tutte le contraddizioni di una crescita che c’è, ma che rischia di alimentare le disuguaglianze. Allo stesso tempo però le periferie sono luoghi di grandi risorse e potenzialità da cogliere e valorizzare” come dimostrano alcune esperienze di interazione sociale raccontate nello studio: ad esempio il refettorio della Caritas ambrosiana nel quartiere Greco, eredità di Expo, o l’esperienza dello Social Street, gruppi facebook, usati per ricreare relazioni di vicinato nei quartieri. La ripresa economica è, invece, indicata dai dati macroeconomici: il rapporto evidenzia come l’occupazione nell’area metropolitana milanese, con una popolazione a fine 2017 di 3,2 milioni di abitanti, sia tornata ai livelli pre-2008, ma è stata una crescita trainata soprattutto dai contratti a tempo determinato, con un aumento del 12,3% nel solo 2017, “mentre – aggiunge Lodigiani – le famiglie continuano a fare i conti con una recessione che ne ha eroso i risparmi”. Per quanto riguarda l’andamento demografico il professor Gian Carlo Blangiardo evidenzia come si preveda un “un moderato aumento numerico della popolazione” (arriverà a 3,4 milioni di persone nel 2036). “Una tendenza – scrive il demografo – che si basa unicamente sulla prospettiva di un continuo contributo della componente migratoria, interna ed internazionale”. La città cresce dunque ma diventa sempre più multietnica e, soprattutto, anziana con l’indice di vecchiaia destinato a salire dai 136 anziani ogni 100 giovani del 2018 ai 178 previsti nel 2036. “Se Milano vuole continuare a coltivare le proprie eccellenze – conclude Lodigiani – non può perdere di vista il più importante dei suoi obiettivi: seguire un modello di sviluppo che sia anzitutto sociale e umano, che contrasti disuguaglianze e dualismi in un quadro di giustizia sociale. E’ questo il volto di una città in ‘uscita’ che non si accontenta del successo nei ranking internazionali, ma si immerge nella vita di tutti coloro che la abitano”.

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