Venezia75: “First Man” apre la Mostra. Giraldi (Cnvf), “scelta curiosa, ma anche di qualità”

Foto: © 2018 NBCUniversal

A distanza di soli due anni dopo “La La Land”, il regista Premio Oscar Damien Chazelle, classe 1985, torna a inaugurare la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia con “First Man” (“Il primo uomo”), film inserito anche nel Concorso principale.
La 75ª edizione del Festival (29 agosto – 8 settembre 2018), diretto da Alberto Barbera e presieduto da Paolo Baratta, ha scelto di puntare sulla storia di Neil Armstrong negli anni dal 1961 al 1969, raccontando il primo sbarco sulla Luna. L’annuncio del film avviene in concomitanza con il 49° anniversario dell’allunaggio dell’Apollo 11, il 20 luglio del 1969.
“È un autentico privilegio – ha dichiarato Alberto Barbera – poter presentare in prima mondiale il nuovo, attesissimo film di Damien Chazelle. Un lavoro personale, affascinante e originale, piacevolmente sorprendente al confronto con gli altri film epici del nostri tempi, a conferma del grande talento di un regista tra i più importanti del cinema americano di oggi”.
Damien Chazelle, già regista di “La La Land” (2016) e “Whiplash” (2014), adatta per il grande schermo il racconto di James R. Hansen, coinvolgendo nel cast Ryan Gosling (Neil Armstrong) e Claire Foy (la moglie Janet). Tra i produttori del film figurano lo stesso Chazelle e Steven Spielberg.
“È una scelta curiosa, ma al tempo stesso una garanzia di qualità”, commenta al Sir Massimo Giraldi, presidente della Commissione nazionale valutazione film della Cei. “Risulta infatti insolito tornare a scommettere sullo stesso regista, Chazelle, per l’apertura ufficiale della Mostra a soli due anni dal precedente film. Ribadiamo, però, che si tratta di una proposta di indubbio fascino dato il talento del giovane regista, impostosi nel panorama statunitense con neanche cinque film all’attivo. Siamo sicuri, dunque, che il grande estro creativo di Damien Chazelle farà del primo allunaggio una nuova rivisitazione del genere western. Certo nello spazio”.

(Sergio Perugini)

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