Social media: vescovi Toscana, “bancarotta di parole e immagini, rare quelle ‘parlanti’”

“Le infinite possibilità di connessione offerte dai nuovi strumenti non stanno producendo un’effettiva crescita della comunicazione né, tanto meno, un incremento della sua qualità”. Lo scrivono i vescovi della Toscana nella lettera pastorale dal titolo “La forza della parola” su “comunicazione e formazione a 50 anni dalla morte di don Lorenzo Milani”. I presuli sostengono che “la rivoluzione tecnologica che ha caratterizzato i decenni a cavallo dell’inizio del nuovo millennio ha messo, in effetti, a nostra disposizione una vastissima quantità di nuovi mezzi di comunicazione e di neologismi d’ogni genere”. Il riferimento è al diffondersi e all’uso sempre più massiccio della “rete”, che “collegato con l’espansione dei social media, ha profondamente modificato le nostre abitudini comunicative”. “Una vera e propria nuova ‘galassia elettronica’ che va sempre più sostituendosi alla ‘galassia Gutenberg’”. “Di fatto, nel nostro contesto ipermediatizzato, parole e immagini hanno fatto quasi bancarotta”. I vescovi reputano, invece, “sempre più rare” le “parole parlanti”, che “esprimono, cioè, un pensiero che le sostiene e le motiva, sostituite ormai quasi del tutto da ‘parole parlate’, ripetitive, vuote e, proprio per questo, assordanti”. “Il nostro – concludono – è, il più delle volte, un parlare rutiniero e burocratico, distratto e inefficace”.

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