Migranti: Milano, la Comunità Sant’Egidio apre ai profughi le porte della Casa dell’amicizia

“Coinvolgersi in un’accoglienza diffusa e capace di autentica fraternità”. Questo l’invito rivolto quest’oggi dalla Presidenza della Cei. Un invito al quale ha subito risposto la Comunità di Sant’Egidio, annunciando che a Milano aprirà le porte della Casa dell’amicizia di via Olivetani. Per tutta l’estate, grazie alla solidarietà di centinaia di milanesi, ogni notte saranno ospitati dodici profughi (donne, uomini e minori). “Troveranno riparo – si legge in un comunicato – negli spazi dove durante l’anno si svolge la ‘Scuola di lingua e cultura italiana’ e la ‘Caffetteria dell’amicizia’ per tanti senza dimora della città. Ai profughi sono offerti pasti caldi, servizi igienici, un letto per dormire, la possibilità di cure sanitarie, orientamento legale e lezioni iniziali di italiano. Soprattutto l’accoglienza è caratterizzata da un clima di amicizia e ospitalità familiare”. L’accoglienza sarà completamente autofinanziata dalla Comunità di Sant’Egidio e dalle tante realtà associative e singoli cittadini che si sono affiancati alla Comunità in questa iniziativa di solidarietà. “Un tratto significativo – prosegue il comunicato – è la grande collaborazione con cristiani delle diverse confessioni, che unisce parrocchie cattoliche con la Chiesa evangelica luterana e quella anglicana”. La risposta del territorio milanese è stata sorprendente. “All’annuncio dell’apertura dell’accoglienza, sono centinaia le persone che hanno contattato la Comunità per aiutare in tanti modi – affermano i responsabili di Sant’Egidio –. Se la xenofobia e l’ostilità possono essere contagiose, la solidarietà lo è altrettanto. Con l’apertura della Casa dell’amicizia, la Comunità di Sant’Egidio vuole contribuire a costruire “una cultura inclusiva, capace di proteggere, promuovere e integrare”.

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