Ecumenismo: Loreto, prende il via il Campo dei giovani d’Europa 2018

(Loreto) Che si tratti della serata dedicata alla “Convivialità delle differenze” o al confronto tra i coordinatori dei Soul’s Animator, che sia la celebrazione dell’Eucaristia secondo tradizioni differenti ma unite dall’unico linguaggio di Cristo o la veglia di preghiera in Santa Casa presieduta dall’arcivescovo Fabio Dal Cin, tutto concorre a “costruire” con impegno e spirito di iniziativa il decimo Campo ecumenico dei giovani d’Europa, in corso questi giorni a Loreto (fino domenica 22 luglio) presso il Centro Giovanni Paolo II. Tra lavori di gruppo sul tema scelto per la settimana residenziale 2018 – ”’Va’ e ripara la mia casa’. Costruttori e messaggeri di unità” -, spazi di deserto, momenti di confronto, workshop con attività e parentesi di svago al vicinissimo mare Adriatico, i 150 ragazzi e ragazze italiani e stranieri appartenenti a quattro diverse confessioni di fede cristiana stanno sperimentando un progetto concreto chiamato ecumenismo. Facendo memoria della prima esperienza che, nell’estate del 2009, vide la folta presenza di anglicani, ortodossi romeni e cattolici italiani accompagnati dai loro sacerdoti e responsabili, per l’edizione 2018 si sono aggiunti anche i giovani luterani di Svezia e Danimarca e i greco-cattolici della Romania e dell’Ungheria, oltre ai cattolici della Bulgaria. Particolarmente significativa la terza giornata, in cui a far da filo conduttore è stata la domanda “Che cosa cercate”, tratta dal Vangelo di Giovanni: alla provocazione, come spiega don Francesco Pierpaoli, referente pastorale dell’Ecumenical Camp, i partecipanti hanno risposto “avendo come apripista due grandi giovani che hanno cambiato la storia del mondo: Maria di Nazareth e Francesco d’Assisi. Nazareth e Assisi, due piccole periferie del mondo dalle quali due giovani sono stati capaci di rispondere a due grandi interrogativi”. “Ieri nella basilica lauretana abbiamo sperimentato il silenzio – aggiunge -, e i giovani amano il cambiamento che da esso scaturisce. I valori ecumenici passano attraverso la nostra conversione personale, perchè tutti siamo amati da Dio e tutti dobbiamo rispondere all’amore con l’amore”.

Oggi invece tappa nelle zone del Maceratese colpite dal sisma di due anni fa. Alla presenza degli operatori della Caritas, a Visso i ragazzi hanno incontrato il parroco, don Gilberto Spurio, e la responsabile della Pastorale giovanile: trattenuto da altri impegni, mons. Francesco Giovanni Brugnaro, arcivescovo di Camerino-San Severino Marche nonché delegato della Conferenza episcopale marchigiana per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, ha voluto comunque far sentire la propria vicinanza offrendo il pranzo a tutta la delegazione europea. Incisiva anche la testimonianza di un’imprenditrice locale che ha deciso di non abbandonare la sua terra devastata dalle scosse. “Agli occhi dei giovani protagonisti del Campo ecumenico, la scelta di questa gente di non abbandonare i propri luoghi d’origine distrutti equivale a rimanere sotto la croce – sottolinea ancora don Pierpaoli – e l’aspetto che ci deve far riflettere è che, da un decennio, questi nostri territori sono stati feriti più volte dal terremoto ma non è mai venuta meno la volontà di ricostruire, di guardare con coraggio al domani. Rimettere in piedi una casa materialmente è facile, la vera impresa è riconsolidare la dimensione comunitaria lì dove, anche se meno visibili, le lacerazioni sono più profonde: questo è il messaggio che abbiamo pensato di proporre ai ragazzi, pietre vive di una Chiesa unita capace di restituire fiducia e coraggio a questi animi così provati”

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