5 per mille: Pierantoni (Caritas), “ogni contribuente si sente coinvolto”

“Quando gli individui si associano nel territorio, scoprono di essere più forti per risolvere i problemi”. Cosi Sergio Pierantoni, responsabile del servizio amministrativo della Caritas italiana, durante la presentazione dell’indagine effettuata da Banca Etica sulla raccolta del 5 per mille. “Questo studio di Banca Etica – ha commentato Pierantoni – è interessante ed efficace. Mi soffermo in particolare sulla Lombardia, dove esiste il maggior numero di beneficiari, indubbiamente un punto di forza per il territorio. Anche se l’importo pro capite medio è solo di 33 euro dobbiamo pensare che in questo modo ogni soggetto si sente coinvolto e può raccontare la storia di un capitale sociale. D’altro canto, ci sono molte realtà che raccolgono poco perché c’è la difficoltà a metterci la faccia”. Riguardo alla Caritas italiana, il responsabile amministrativo ha dichiarato che il 5 per mille rappresenta solo il 2% del bilancio. “Non è un modo per autofinanziarci – ha commentato – ma per condividere questa esperienza con le altre realtà”. Chi ha sottolineato la funzione di promozione che hanno le attività sviluppate grazie a questi fondi è stato Alessandro Lombardi, direttore generale terzo settore ministero Lavoro e Politiche Sociali. “È importante l’azione relazionale che gli enti del terzo settore devono essere in grado di coltivare con il bacino di riferimento. In questa prospettiva – ha aggiunto – la legge di riforma, quando entrerà pienamente in vigore, non stabilirà solo la trasmissione del rendiconto all’organo pubblico ma anche la pubblicazione sul web. Questo determinerà per gli enti la possibilità di informare la collettività, mettendo a disposizione del bacino le notizie utili per poter decidere”.

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