Estate: mons. Nolè (Cosenza) ai turisti, “ospiti accolti, custodi sapienti e non padroni della natura”

“A quanti si rifugeranno nella nostra bella Sila, lungo le nostre coste, per riposare e rinfrancarsi, a quanti faranno attività estive qua e là con gruppi e realtà ecclesiali, l’esortazione a sentirsi ospiti accolti, custodi sapienti e non padroni di una natura che è una grande e bella pagina di Vangelo per l’umanità”. Lo scrive nel suo messaggio ai turisti, in vista delle vacanze estive, mons. Francesco Nolè, arcivescovo di Cosenza–Bisignano. Sulle colonne del settimanale diocesano “Parola di Vita”, il presule evidenzia che “mare o montagna, soprattutto dalle nostre parti, appaiono ancora nella loro purezza e bellezza, nonostante la mano dell’uomo abbia, tante volte, cercato di deturparle il volto”. Il riferimento è ai liquami, ai violenti incendi, alla spazzatura lasciata nei boschi, alle discariche a cielo aperto e ai cumuli di rifiuti abbandonati sulle spiagge e nei prati. L’arcivescovo ricorda che “il Creato è quanto di più bello è uscito dalla mano di Dio, è via preferenziale per avvicinarsi a lui, così come è stato per tanti e tanti Santi”. Infatti, “essi sono stati e sono ancora i contemplativi della bellezza della natura, tanto che si rifugiavano nei luoghi più belli per lasciarsi parlare dalla bellezza divina”. Il presule cita Francesco d’Assisi e Bruno di Colonia, il “nostro” Gioacchino da Fiore e tanti monaci e monache, eremiti e frati, che “trovarono proprio nei nostri monti lo spazio del dialogo con Dio”. Mons. Nolè, infine, rivolge il suo pensiero a “quanti non potranno permettersi nemmeno un giorno di vacanza perché ammalati, bisognosi o impossibilitati”. Il suo auspicio: “Facciano esperienza della vicinanza di fratelli e sorelle che sanno cercare la bellezza anche nella carne del sofferente e dell’ultimo”.

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