Voucher: Acli, “strumento da valutare senza enfasi ma anche senza pregiudizi”

“In Italia negli ultimi anni ha continuato a svilupparsi il lavoro nero o irregolare. In una situazione del genere lo strumento dei voucher può essere valutato al momento come una delle soluzioni idonee a prosciugare questo mare, senza enfasi ma anche senza pregiudizi”. Lo dichiarano le Acli in una nota sull’uso dei voucher, di cui si ipotizza la reintroduzione con il “Decreto dignità”. Un utilizzo auspicato “purché sia orientato a coprire, con un rapporto ‘in chiaro’ e con garanzie legali, la quota di lavoratori che rispondono effettivamente a esigenze di lavoro occasionale e transitorio”. “Lo strumento deve essere costruito in modo da garantire che non se ne faccia un uso distorto e che non diventi la frontiera più avanzata del precariato”. Per questo motivo, le Acli sostengono che “vanno previste regole più cogenti rispetto al passato, che certifichino la occasionalità dell’utilizzo dei voucher: regole non solo basate su limiti economici circa il lavoro prestato e utilizzato, ma anche rispetto alle ore di prestazioni non occasionali che una impresa utilizza”. Poi, viene indicato come “necessario” un “approfondimento di analisi dei diversi rapporti lavorativi in cui il voucher potrà essere utilizzato” affinché diventi “uno strumento utile ed efficace”. Altro aspetto considerato “importante” è quello delle sanzioni, che “devono essere severe per chi trasgredisce le regole e dare massima garanzia di efficacia per i lavoratori”. Infine, per valutare se le norme siano in grado di garantire gli obiettivi di legalità e di regolarizzazione dei rapporti lavorativi, il suggerimento di una durata transitoria di circa due anni. Così “il legislatore possa decidere una eventuale conferma della validità delle stesse sulla base della loro concreta applicazione”.

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