Repubblica Centrafricana: mons. Pontier (vescovi francesi) su omicidio don Firmin, “il sangue versato è una fonte di nuova vita in Cristo”

“In nome dei legami che ci uniscono alla Chiesa della Repubblica Centrafricana attraverso la storia, la vita missionaria e l’accoglienza dei fratelli sacerdoti venuti da noi per servire nella pastorale, studiare o rimettersi in salute, voglio assicurarvi della nostra comunione nella preghiera, della nostra attenzione a ciò che il vostro episcopato e la vostra Chiesa stanno vivendo”. È l’arcivescovo di Marsiglia e presidente dei vescovi francesi, mons. George Pontier, che lo scrive in una lettera a mons. Bertrand-Guy-Richard Appora Ngalanibe, vescovo della diocesi di Bambari, nella Repubblica Centrafricana, il cui vicario generale don Firmin Gbagoua è stato ucciso il 30 giugno da un gruppo di ribelli. “A nome della Chiesa che è in Francia e mio personale ci uniamo a questa nuova prova per la vostra diocesi e al vostro lutto”, scrive mons. Pontier in una lettera datata 9 luglio ma resa nota ieri sul sito dei vescovi di Francia. Il sacerdote ucciso, l’ultimo di una serie, era un “attore della ricerca del dialogo tra le comunità implicate nelle violenze”, spiega una nota del Servizio nazionale per la missione universale della Chiesa. “Accanto a voi e nella speranza, sappiamo che il sangue versato è una fonte di nuova vita in Cristo”, scrive ancora mons. Pontier, augurando al vescovo di Bambari che “il suo coraggio dia frutti nella sua Chiesa e per il suo Paese”.

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