Prima guerra mondiale: card. Parolin (Santa Sede), “cambiò radicalmente il mondo, la Chiesa cattolica più accorta delle istituzioni civili”

“I quattro anni di guerra hanno cambiato radicalmente il mondo, prefigurando le condizioni politiche, istituzionali e sociali che in qualche modo sono giunte fino a noi”. Lo ha detto il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, durante la lectio magistralis pronunciata in occasione della conferenza che si è svolta ieri ad Aquileia su “La guerra: una sconfitta per tutti. A cento anni dalla fine del primo conflitto mondiale”. “Non credo di peccare di partigianeria – ha aggiunto –, se affermo che la Chiesa cattolica fu in diversi casi più accorta e più svelta delle istituzioni civili nel comprendere il cambiamento in atto e nell’adeguare la propria struttura istituzionale o organizzativa al nuovo che stava irrompendo”. Il cardinale ha sottolineato come “la guerra e il dopoguerra hanno dissolto l’ordine internazionale centrato sull’Europa senza riuscire a sostituirlo in maniera equa e duratura”. Per il segretario di Stato vaticano anche “nel cattolicesimo a causa degli sconvolgimenti prodotti dalla guerra” moltissime cose sono cambiate. Tra questi mutamenti, il cardinale ha ricordato il ruolo dei nunzi apostolici, cioè gli “ambasciatori del Papa, che erano stati fino a quel momento figure prevalentemente politiche, mentre recuperarono la loro natura più autentica: rappresentanti del Papa presso i Governi, ma anche presso le Chiese locali e le loro istituzioni”. Una trasformazione si ebbe anche nel mondo missionario, fino a “quel momento spesso subalterno al colonialismo europeo”.

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