Prima guerra mondiale: card. Parolin (Santa Sede), “Benedetto XV aveva compreso che sarebbe stata una sconfitta per tutti”

“Oggi siamo tutti consapevoli che le immani sofferenze di quella guerra furono proprio una inutile strage, ma allora tutti respinsero l’appello papale alla pace”. Lo ha detto il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, durante la lectio magistralis pronunciata in occasione della conferenza che si è svolta ieri ad Aquileia su “La guerra: una sconfitta per tutti. A cento anni dalla fine del primo conflitto mondiale”. Il porporato è stato invitato dall’arcivescovo di Gorizia, mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, nella solennità dei patroni Ermacora e Fortunato, per “commemorare il centenario della fine di quell’immane carneficina che falciò milioni di vite innocenti”. Dopo aver richiamato le “profetiche intuizioni” di Benedetto XV, che considerò il conflitto “un’inutile strage”, il porporato ha passato il rassegna non solo le colpe dei governi, ma anche quelle di gran parte dell’episcopato europeo. “Molti vescovi francesi e austro-tedeschi – ha affermato il card. Parolin – preferirono non pubblicare nei rispettivi bollettini diocesani l’appello pontificio con la speciosa giustificazione che il Papa si sarebbe rivolto ai governi e non ai fedeli cattolici del continente”. “Guardando le cose dall’alto e non dal basso – ha aggiunto –, non avendo interessi propri da difendere, Papa Benedetto aveva perfettamente compreso ciò che né i governi né molti vescovi né la maggior parte dei cattolici d’Europa vollero comprendere: che la guerra sarebbe stata una sconfitta per tutti, anche per i vincitori, che si stava seminando il virus malefico di nuovi rancori, di nuovi conflitti”.

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