Agroalimentare: Moncalvo, “1 prodotto importato su 5 è fuorilegge. 108 milioni i bambini sfruttati nel mondo. Ue promuova regole”

Dall’idea di “libero commercio”, nel corso di questi anni si è “sempre più dissociata l’idea di un commercio ‘equo’, che tenesse conto del rispetto di regole condivise sul piano ambientale, della tutela sociale dei lavoratori e della sicurezza dei cittadini”. E’ quanto afferma il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo, nella relazione all’Assemblea nazionale che si è aperta questa mattina a Roma alla presenza, fra gli altri, del vicepremier e ministro del Lavoro e dello sviluppo economico Luigi Di Maio, e del ministro per le Politiche agricole e del turismo Gian Marco Centinaio. Anche in Italia, ha avvertito Moncalvo, arrivano “i prodotti ottenuti dallo sfruttamento del lavoro dei 108 milioni di bambini nelle campagne censiti dalla Fao, secondo la quale quasi la metà di tutto il lavoro minorile del mondo avviene in Africa, seguita da vicino dall’Asia, ma rilevante è anche in Sudamerica, aree dalle quali l’Italia importa ingenti quantità di prodotti agricoli ed alimentari che arrivano sulle nostre tavole”. Di qui la denuncia del presidente di Coldiretti: “Quasi un prodotto agroalimentare su cinque che arriva in Italia dall’estero non rispetta le normative in materia di tutela della salute e dell’ambiente o i diritti dei lavoratori – a partire da quella sul caporalato – vigenti nel nostro Paese”. Moncalvo chiede all’Unione europea “un nuovo protagonismo per promuovere regole sul commercio globale che non tengano conto solo del fattore economico ma anche del rispetto dei diritti sul lavoro della tutela dell’ambiente e della salute, anche con l’annunciata riforma del Wto”.

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